IL DENARO COME SANGUE DEI POPOLI SECONDO IL PRIMORDIALISMO VISIONARIO

di Vincenzo Di Maio

Il denaro è come il sangue dei popoli, in condizioni di stabilità permette il nutrimento di ogni cellula ad ognuna in base ai propri bisogni.
I coaguli e i trombi sono manifestazioni di un cancro nel sangue di cellule impazzite che vogliono cancrizzare il resto del corpo sociale, e questo cancro va combattuto con ogni mezzo possibile.
E questo cancro è la ruota talmudica che va sostituita al più presto.
Questa è la vera sfida del terzo millennio.

IL DENARO COME SANGUE DEI POPOLI SECONDO IL PRIMORDIALISMO VISIONARIO
IL DENARO COME SANGUE DEI POPOLI SECONDO IL PRIMORDIALISMO VISIONARIO

LA FINE DELLE ILLUSIONI SECONDO IL PRIMORDIALISMO VISIONARIO

di Vincenzo Di Maio

Lo sterminio di ogni illusione della mente passa dalla catalogazione di ogni tipologia di falsa coscienza che ottenebra, ottunde e ottiene soltanto menzogne che alimentano la struttura del sistema sociale vigente ricoperta dal velo di Maya, uno sterminio individuale e collettivo delle realtà dominanti che ostacolano crescita e sviluppo della socializzazione politica, economica e culturale, un morbo che viene debellato attraverso lo stato di risveglio della coscienza cosmica universale che permette di discernere il vero dal falso, in quanto per opera della propria reale vicinanza a Iddio Altissimo si riesce sempre più ad emanciparsi da ogni dipendenza.
Come insegnato dal maestro celeste Siddharta Gotama detto il Buddha, lo sterminio degli errori della mente avviene attraverso l’osservazione interna dei pensieri fluttuanti, che applicata alla società implica l’individuazione delle cause che detengono il dominio sul mondo attraverso idee, valori, principi, metodi e criteri che nascondono la vera luce divina che illumina l’umanità.
Molte sono state infatti le origini degli ostacoli che il Buddha Sakyamuni ha dovuto dipanare per realizzare il suo risveglio spirituale nel raggiungimento del nirvana, ostacoli di origine interiore ma anche di origine esteriore e di origine ulteriore: in primis la correzione dei propri pensieri nella fluttuazione continua della mente, in secondis la correzione degli errori che la sua società localizzata nell’antica India imponeva al suo continuo pellegrinaggio e generazione di nuove comunità di meditazione sulla base dei suoi insegnamenti rischiando la vita più volte, infine in terzis la correzione delle sue relazioni con i Buddha cosmici con cui ha avuto rapporti di insegnamento del Kalachakra.
Quindi Buddha ha insegnato prima a sè stesso, poi alle sue società localizzate e infine alle comunità cosmiche sia extraterrestri che ultraterrestri.
Per riprendere il metodo di questo insegnamento bisogna essere sempre e diventare un oggetto strumentale del Buddha Sunyata, uno strumento di Dio Creatore che antepone la sua missione celeste sulla terra a qualsiasi altra cosa, che altro non è se non spirito di eroico sacrificio rivolto al risveglio spirituale di sè, dentro la mente, e dell’intera umanità dentro la propria società di appartenenza, formando comunità di mutuo aiuto che ruotano intorno a sacri insegnamenti, al fine di sconfiggere il dominio dell’oligarchia democratica che sta rovinando le nostre vite.
Non facciamoci ammaliare dal canto di sirene di passaggio, non facciamoci abbassare spiritualmente da provocazioni sociali, non lasciamoci intimorire da ricatti e lamentele, non lasciamoci distogliere l’attenzione dai reali problemi nevralgici che attanagliano le nostre coscienze individuali, non permettiamo a niente, a nulla e a nessuno di poter avere la meglio su di noi, poiché la nostra salvezza è dietro l’angolo, e presto all’arrivo del Salvatore Promesso dall’escatologia profetica delle cinque sacre religioni tradizionali rivelate e autentiche avverrà la fine di ogni ingiustizia sul nostro pianeta Urantia.

LA FINE DELLE ILLUSIONI SECONDO IL PRIMORDIALISMO VISIONARIO
LA FINE DELLE ILLUSIONI SECONDO IL PRIMORDIALISMO VISIONARIO

EXIRE AD IMPERIUM

di Vincenzo Di Maio

Uscire dall’Unione Europea per costituire l’imperium di una Repubblica Magistrale Europea, è il segno di un passaggio obbligato per recuperare la dignità universale dei popoli d’Europa e del mondo intero attraverso la forgia dell’imperium.
Un imperium populi ottenuto per una chiarezza di intenti nell’edificio di un neopresidenzialismo fondato su un sistema politico monocamerale a scatole cinesi, mediante la sincronizzazione, in ogni nazione e a tutti i livelli amministrativi, di un sistema elettorale proporzionale sbarrato al 7% e con premio di maggioranza al 50%+1%, un neopresidenzialismo basato sul ruolo guida del Magister Politicus che dispone di una costituzione indipendentista dalle lobbies economiche e finanziarie per la fondazione di una moneta stabile di proprietà imperiale che circola liberamente nei paesi d’Europa, senza interferenze esterne e arbitrarie.
Quindi così otterremo una costituzione fondata sull’indipendenza non solo monetaria ma anche politica, economica, culturale, civile e militare che permetterà una politica estera univoca per l’Europa e una politica interculturale interna all’Europa, con particolare attenzione alla storia e alla civiltà europea compresa nel triangolo geografico di Lisbona-Oslo-Istanbul, nel rispetto delle tradizioni religiose delle Cinque Sacre Religioni Tradizionali Rivelate e Autentiche e delle tradizioni locali, popolari e nazionali di ogni paese, quale riferimento spirituale della politica di ogni livello amministrativo e di governo.
Quindi serve serrare i ranghi anche a livello politico elettorale per prepararsi alle prossime elezioni nazionali italiane, da Rizzo a Paragone passando per Sgarbi e tutto ciò che è il “FRONTE ITALEXIT”, per entrare nel parlamento italiano con la dignità di una chiara visione, non soltanto di uscita dall’Europa ma anche di rifondazione dell’intera Europa, nella speranza che tutti i paesi europei diventino repubbliche nazionali, ivi compresa la Britannia dominata da monarchici inutili.
Qui inizia la vera rivoluzione.
Ad maiora.

EXIRE AD IMPERIUM
EXIRE AD IMPERIUM

LA VERA RIVOLUZIONE È DENTRO

di Pasquale Marzocca

Visto che mi sono abbastanza seccato di leggere continuamente idiozie sulla attualità recente, di fatue risse virtuali ed eroici schieramenti machisti pro Trump, Putin, NATO&Co. Nel quale si tenta di coinvolgermi cercando anche di individuarmi come appartenente a una tifoseria o all’altra, scrivo due righe su cose realizzabili con un po di buon senso spicciolo.

Bisogna guardare -mi limito a quello visto il mio status, non di economista ma semplice cittadino- al mondo dell’alta finanza, dei fondi di investimento, delle grandi banche d’affari che in termini di ricchezza sono enormemente più potenti dei singoli Stati.

Facciamo un esempio.

Un singolo fondo di investimento come BlackRock gestisce oltre dieci trilioni di dollari l’anno mentre l’Italia -per quanto disastrata è seconda realtà manifatturiera d’Europa e media potenza mondiale- ha un PIL di milleottocento miliardi.
Le differenze sono tali che il primo potrebbe comprarla e rivenderla circa cinque o sei volte.

Tutto ciò che si muove nel mondo, lo fa secondo logiche del tutto sovranazionali (come quelli dei suddetti fondi), bypassando gli interessi statali e raggiungendo ogni angolo del mondo.
Questo è confermato da alcuni fatti avvenuti in Cina, anche in Occidente tra il 2008 e il 2009, come la bolla adesso esplosa della Evergrande che ha messo in ginocchio milioni di cinesi -sulla carta le unità abitative erano già state acquistate tramite mutui- e condizionato il governo a schierare i tank per le strade.

Per l’appunto, tra gli azionisti di Evergrande c’è BlackRock e una delle più grandi banche a controllo statale, la Bank of Comunications che vede tra i suoi azionisti, si, lo Stato cinese ma solo al 13% mentre tutto il resto del pacchetto azionario è nelle mani dei fondi di investimento anglo-americani: BR, Vanguard, StateStreet, HSBC con sede nel palazzo del partito comunista cinese ma è istituto bancario londinese dal 1800 che nel suo CDA oltre agli azionisti delle menzionate agenzie occidentali vede anche la Banca Centrale di Norvegia che attraverso il suo fondo sovrano acquista azioni in tutto il mondo e spesso si trova legata con BR, ETC nei CDA delle più importanti aziende farmaceutiche, militari, finanziarie.

Quindi, le grandi banche, aziende, i fondi d’investimento d’Oriente sono legate a filo doppio con enti e istituti finanziari e commerciali occidentali che sulla carta sono loro concorrenti se non direttamente nemici.
Vediamo cosa succede con un altro, il più famigerato nemico della Nato e dell’Occidente. La Russia.

Prendiamo uno dei più grandi istituti finanziari russi, la Sberbank. Il 52% del pacchetto azionario è in mano al governo russo mentre il restante 48% è in mano ai “soliti” fondi: BR, Vanguard, StateStreet, JP Morgan e la Banca Centrale di Norvegia.
La Sberbank.
Vediamo la Gazprom, il fulcro di tutto ciò che sta accadendo di esiziale: energia, sanzioni, approvvigionamenti e razionamenti, guerra per procura, diplomazia, promesse elettorali e così via.
Il 50% delle azioni sono in mano del governo russo mentre l’altra metà è proprietà dei soliti fondi di investimento tra cui La Banca Centrale di Norvegia che a breve vedrà nelle vesti di suo governatore proprio quello Jens Stoltenberg che ora, in qualità di “ammiraglio” della Nato sta facendo fuoco e fiamme contro Putin.
Il segretario generale della Nato alla guida di una banca a cui interessa che le aziende dei paesi che combatte prosperino e con esse il suo fondo fiduciario.

Chiarito tutto questo, sarebbe carino la si smettesse di fare solo chiasso circa elezioni, presunte Tradizioni, eroismi e ideali d’accatto.
Si finisca di fare pornografia proiettando le proprie turbe e pruriti irrisolti su questo e quello o affibiando etichette al prossimo perché costa spendere qualche ora bruciando neuroni e leggendo qualche libro.

Qui, non ci sono poteri buoni ne schieramenti santi o dannati.
Le elezioni sono una farsa e chi vincerà (Meloni) farà finta di sbattere i piedi per poi agire come mamma BCE gli dirà di fare.
Chi fa campagna politica propugnando sigle, slogan e poi non vi dice che l’unico potere vivente, almeno su questo piano e ora, sono quello del denaro e di coercizione di una certa élite mente scientificamente cercando solo facili seggi per replicare la vicenda del M5S e vivere di fatua opposizione.

La vera rivoluzione è individuale, culturale e spirituale.
L’unica soluzione tradizionale (per chi ancora si diletta a masturbarsi su vacuità come quale modus vivendi adottare tra quello di Evola e Guenon) è la jihad interiore.
Tanto pagana quanto cristiana, musulmana ed ebraica.

LA VERA RIVOLUZIONE È DENTRO
LA VERA RIVOLUZIONE È DENTRO

IL MIGLIORAMENTO: UN FALSO PARADIGMA

di Chiara Rovigatti

Tutti pongono l’accento sul miglioramento dell’essere umano, ma è un errore perchè l’uomo è e rimane quello che è ed è sempre stato. Sempre.

La questione invece va posta sul progressivo disvelamento del Ricordo per comprendere ciò che si è realmente, quale è cioè la nostra Origine alla quale si deve ritornare.
E si tratta di un’origine non sempre luminosa: un’origine comunque nascosta che si conosce solo se in sè si opera un totale capovolgimento (Teshuvah, nella Qabalah ebraica) dello stato attuale in favore di quello iniziale del non-spazio tempo a cui si appartiene in realtà.

Si tratta di un processo cosciente e doloroso per le profonde rinunce che comporta, ma il premio finale non ha uguali.

IL MIGLIORAMENTO: UN FALSO PARADIGMA
IL MIGLIORAMENTO: UN FALSO PARADIGMA

NATO: il braccio militare dell’egemonia americana nel mondo

di Hanieh Tarkian

L’Imam Khamenei, Guida della Rivoluzione islamica, ha più volte sottolineato che l’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord (NATO) “è un’entità pericolosa”[1] che persegue solo i propri interessi e non tiene conto degli interessi delle altre nazioni, nemmeno di quelli degli alleati in questo patto [di difesa][2]. Secondo le sue stesse parole: “Uno dei disastri più catastrofici per i paesi si verifica quando altri paesi interferiscono nelle loro questioni di sicurezza, pianificano le loro guerre e la pace e definiscono le loro politiche. È un grave disastro per ogni paese che si trovi in una situazione del genere”[3].

Questo articolo mira a sondare gli obiettivi degli Stati Uniti nel plasmare l’ordine mondiale, il sistema politico e le strutture che ne derivano, con lo scopo di studiare la pericolosità della NATO per il mondo e, da questo punto di vista, chiarire le dichiarazioni della Guida in merito al motivo per cui la Russia ha cercato di riconquistare l’iniziativa in Ucraina e di ostacolare le politiche espansionistiche della NATO.

NATO: dai primi piani per la sua creazione alla guerra fredda

Le origini della NATO possono essere fatte risalire ai negoziati segreti tra Churchill e Roosevelt. Proprio mentre la macchina da guerra tedesca stava sfidando l’Impero britannico e spingendo l’ordine britannico verso il collasso completo, Churchill dovette affrontare una difficile scelta tra la salvaguardia del loro impero mondiale o la perdita della loro egemonia sull’Europa. Sotto il suo primo ministero, la Gran Bretagna decise di consegnare il suo impero mondiale ai suoi cugini in America, al fine di concentrarsi sull’impedire la dominazione tedesca dell’Europa, in particolare dell’Europa orientale. Infatti, un’unione tra l’Unione Sovietica e la Germania era il loro incubo. Pertanto, si recarono dai loro cugini dall’altra parte dell’Atlantico e questo portò all’incontro pubblico e ufficiale tra Roosevelt e Churchill, a bordo della corazzata “USS Augusta” nell’Atlantico del nord, e alla firma della “Carta atlantica”.

La Carta Atlantica fu il punto di partenza dell’ingresso degli Stati Uniti nel grande gioco delle nazioni. In effetti, Churchill portò, nel grande gioco del XX secolo e della Seconda guerra mondiale, un paese che non aveva una storia simile ed era come un adolescente che cercava di dimostrare di essere abbastanza maturo e di avere le proprie ambizioni, ed è così che il gli Stati Uniti divennero l’erede dell’impero coloniale britannico. In questo modo, grazie alla loro superiorità nella Seconda guerra mondiale e alla loro ambizione, nata dall’ideologia universalista[4] del liberalismo, gli Stati Uniti presero in carica l’ordine mondiale del dopoguerra.

Questo paese nascente era così ambizioso, inesperto e alle prime armi che non risparmiò nemmeno i suoi alleati, e subito dopo la Seconda guerra mondiale, mentre era orgoglioso della vittoria ottenuta in guerra grazie all’aiuto dell’Unione Sovietica e della Gran Bretagna, sfidò uno dei suoi principali alleati, l’Unione Sovietica.

Dopo la conquista di Berlino da parte dell’esercito sovietico durante la Seconda guerra mondiale, gli americani cercarono di dominare tutte le interazioni globali basandosi sull’ideologia universalista del liberalismo e per dimostrare ai sovietici che erano la superpotenza e che tutti dovevano obbedire loro, sganciarono due bombe atomiche sul Giappone. Presero il controllo di tutti i campi e di tutte le strutture politico-militari e della sicurezza, economico-finanziarie-monetarie e culturali-scientifiche-sociali del mondo attraverso la creazione di istituzioni come le Nazioni Unite e il Consiglio di Sicurezza, la Banca Mondiale e il Fondo monetario internazionale, l’UNESCO e la Commissione per i diritti umani.

Questo universalismo liberale degli americani, che era una continuazione dell’universalismo britannico come precedente forza trainante di una civiltà liberale [imperiale], spinse gli americani a costringere i paesi dell’Europa occidentale e il Canada a seguirli sulla base dell’”atlantismo” o della convinzione di uno stretto legame tra l’Europa occidentale e gli Stati Uniti. Da quel momento, gli Stati Uniti li sottomisero completamente con il Trattato di Washington, che costituisce la base dell’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord o NATO. In altre parole, gli americani svilupparono e ampliarono la precedente egemonia britannica con tutte le loro forze.

NATO: dalla guerra fredda a oggi

Il bellicismo dei tedeschi nella Prima e Seconda guerra mondiale, che poteva costituire un potenziale pericolo per il nuovo ordine anglo-americano, giustificò l’occupazione americana della Germania con la NATO. Come dissero alcuni europei, la NATO fu creata e sviluppata durante la guerra fredda per tenere la Germania sotto controllo e l’Unione Sovietica fuori dall’Europa, nonché legittimare la presenza militare statunitense e l’occupazione dell’Europa. Questa occupazione continua attraverso una vasta rete di basi militari americane che si estende da est a ovest e da nord a sud dell’Europa, ottant’anni dopo la Seconda guerra mondiale.

In effetti, per la prima volta nella storia dell’umanità, la NATO ha creato un’enorme rete di sistemi militari, di sicurezza e di intelligence con decine di migliaia di armi di distruzione di massa, che rappresentano un enorme pericolo per l’intera umanità nell’era presente e per le generazioni future.

L’espansionismo della NATO ha raggiunto il suo apice dopo la guerra fredda e soprattutto dopo il crollo dell’Unione Sovietica. Durante la guerra fredda, la NATO ha cercato di attuare le politiche ambiziose degli Stati Uniti e di aiutare l’espansione dell’egemonia americana con il sostegno di istituzioni culturali o di una NATO culturale, nonché di istituzioni economiche o di una NATO economica, creando varie crisi, con il pretesto di combattere il comunismo. Gli americani non hanno avuto alcun concorrente in campo militare dopo la Guerra fredda e, naturalmente, dato lo scopo della creazione della NATO, che consisteva nel prevenire l’influenza sovietica, avrebbero dovuto porre fine alla NATO o ridurla notevolmente, ma invece hanno ampliato la NATO con il pretesto di combattere il terrorismo e varie “crisi”, fare guerre contro l’Afghanistan, l’Iraq, la Libia e altri.

I pericolosi obiettivi degli Stati Uniti nell’espansione della NATO

Gli Stati Uniti d’America, sotto forma di NATO, hanno gli stessi pericolosi obiettivi che aveva la Gran Bretagna, vale a dire dominare il mondo, e questa egemonia non può essere raggiunta se non dominando l’Eurasia e in particolare l’Asia occidentale. Pertanto, per dominare queste regioni vitali e davvero strategiche, considerate l’heartland, cercano costantemente di creare crisi per i paesi della regione onde giustificare la propria presenza ed egemonia.

Per questo motivo, gli Stati Uniti dal 1999 al 2004 hanno portato dieci ex- paesi comunisti nella NATO e il numero dei membri della NATO è aumentato a ventisei paesi. Successivamente, Croazia, Albania e Macedonia hanno aderito alla NATO, e poi, creando una crisi e provocando la Georgia attraverso un conflitto in Ossezia meridionale e l’Ucraina attraverso un conflitto in Crimea e in Ucraina orientale, hanno cercato di far diventare anche questi due paesi membri della NATO e di estendere gradualmente questa organizzazione militare in Asia occidentale e infine in quella orientale. Dominare queste regioni, causando numerose crisi per impedire stabilità, sicurezza e sviluppo sostenibile, è un fattore importante al fine di impedire la formazione di coalizioni regionali.  Questa [realtà] mostra gli obiettivi minacciosi e pericolosi degli Stati Uniti nell’allargare la NATO.

Conclusione

Considerando la storia, le azioni e gli obiettivi pericolosi della NATO, è assolutamente necessario che le potenze regionali dell’Eurasia prendano l’iniziativa e fermino altre crisi e una maggiore influenza dei paesi e delle alleanze straniere nella regione. La creazione di un’unione [strategica] eurasiatica (Iran, Russia e Cina) è il grande incubo degli americani e della NATO, un’unione strategica che può sventare i pericolosi obiettivi degli americani. Pertanto, comprendendo questa necessità e l’atteggiamento strategico nei confronti di questo progetto americano, la Guida suprema ha ripetutamente sottolineato il pericolo della NATO ed elogiato qualsiasi iniziativa contro gli obiettivi e le azioni della NATO volta a prevenire gli obiettivi minacciosi della NATO, questo braccio militare dell’egemonia americana.


[1] Punti chiave dell’incontro con il Presidente della Federazione Russa. (20 luglio 2022).  https://english.khamenei.ir/news/9090/Key-points-of-meeting-with-the-President-of-Russia. Vedi anche: https://frontedellaresistenza.ir/2022/07/20/vladimir-putin-ha-incontrato-limam-khamenei/ [N.d.R.]

[2] Discorso della Guida durante la preghiera del venerdì. (3 febbraio 2012).  https://english.khamenei.ir/news/1583/Leader-s-Friday-Prayer-Address

[3] La regione ha bisogno di eserciti indipendenti che fanno affidamento sulle proprie nazioni. (3 ottobre 2021). https://english.khamenei.ir/news/8719/Region-needs-independent-armies-reliant-on-their-own-nations.

[4] Il termine “universalista” è qui usato nel senso di una visione esclusivista e onnicomprensiva che non tollera visioni del mondo alternative e sostiene di essere l’unica ideologia in grado di gestire gli affari umani, esige inoltre che i suoi seguaci combattano tutti coloro che non si sottomettono ad essa.

Fonte: frontedellaresistenza.ir

NATO: il braccio militare dell’egemonia americana nel mondo
NATO: il braccio militare dell’egemonia americana nel mondo

Il sole di mezzanotte. Leggendo Aleksandr Dugin

A cura di Gruppo Magog

Proprio l’altro giorno mi capita tra le mani un piccolo ma denso libriccino che racchiude in punti affilati la teoria della visione del mondo di Aleksandr Dugin. Oggi scopro dell’attentato alla sua persona e dell’omicidio della figlia. Il libretto si intitola Il sole di mezzanotte, Aurora del Soggetto Radicale, stampato da AGA Editrice nel 2019. Si legge pressoché in un’ora, piccole perle di lava che scottano agli occhi. Il “Corriere della Sera” definisce Dugin, nei suoi titoloni da questuante, “l’ideologo di Putin”: Dugin prima di tutto è un uomo, nello specifico è un uomo della Tradizione, conoscitore dell’opera di Guénon e di Evola, tanto è che per la sua casa editrice ha fatto ristampare tutte le loro opere, non per ultimo è professore universitario. Ideologo (di Putin) quindi mi sembra una riduzione. Ma parliamo del libro.

Questo libretto si occupa di condensare i punti salienti di Teoria e fenomenologia del Soggetto Radicale di Aleksandr Dugin. Questa sua visione del mondo è articolata in “epoche” che si susseguono, sempre più sprofondanti in una spersonalizzazione totale dell’uomo, verso un baratro senza fine e senza Dio. Secondo Dugin a questo mondo moderno succederà (sta già succedendo) un mondo post-moderno in cui ogni elemento sacrale, ogni ricordo della Tradizione sarà spazzato via; un mondo dove ogni caratteristica umana sarà gettata nell’oblio, demonizzata. Un mondo postmoderno che è solo una lunga e terrificante scivolata nell’inferno degli inferni. Nella prefazione si legge che questo “agile breviario” è destinato a chi rimane in piedi tra le rovine, di oggi e di domani.

Il libro inizia descrivendo il concetto de Il Sole di Mezzanotte, un soggetto ossimorico, da far storcere subito il naso; che paradosso pensare al sole durante la notte. Eppure di questo se ne parla persino nella tradizione norrena, per esempio se prendiamo in esame la runa Dagaz, che significa Dagr ovvero “giorno”; un simbolo che si fa ponte invisibile tra luce e ombra, un giorno che dura ventiquattro ore, un sole che resiste anche di notte nel punto esatto di rottura tra un’era e quella successiva, nascente. Il Sole di Mezzanotte di cui parla Dugin è l’equivalente della formula alchemica “nigrum nigrius nigro”, “nero più nero del nero”; questo sole a mezzanotte non è assente, ma è buio più buio della notte. È un sole che resiste, nascosto. Ma questo sole non possiamo cercarlo, non esiste nessun aggeggio elettronico, nessun telescopio da comprare che possa mostrarcelo. È un sole talmente profondo da risultare quasi invisibile, eppure è fondamenta della essenza di ogni cosa.

E qui veniamo al Soggetto Radicale. Esso è un soggetto che contiene dentro di sé il Sole di Mezzanotte, inconsapevole se lo porta appresso, nascosto tra le fondamenta e ancora oltre, nel luogo dove persino le fondamenta dell’esistenza crepano, “nell’abisso più abissale, di cui parla Heidegger”. Dalla modernità dove ora sostiamo, intrisa di liberismo e liberalismo, dove il soggetto è vuoto e spinto sempre di più a individualizzarsi – ma verso una individualizzazione che non è espressione di sostanza –, non c’è il succo dell’uomo, la sua essenza, rimane solo la razionalità; una soggettività senza sacro, chiusa completamente in se stessa, mancante del contatto col prossimo, mancante di quella meravigliosa conseguenza che è il contaminarsi. A questa deriva della soggettività senza essenza seguirà – secondo Dugin – un uomo post moderno che al posto di essere individuo, e cioè unico e indiviso perché contenente la sua essenza sacra, il logos divino al suo interno, sarà invece

“soppiantato da dividui, cyborg ed entità post umane. Al posto della realtà c’è la virtualità; al posto dell’intelligenza, l’Intelligenza Artificiale”.

Se il soggetto non è più capace di conservare quella scintilla divina che lo riconnette al divino superiore, diventa dividuo, ovvero diviso.

Quello che a questo punto può accadere è che un soggetto, per motivi casuali, non esistendo più alcuna tradizione o rapporto col sacro, mancando di ogni “istruzione”, semplicemente guardi al proprio interno e senta qualcosa di vivo, che nella notte più oscura brilla ancora: il Sole di Mezzanotte. Dugin parla di una perdita totale di identità dell’uomo, ecco perché questo soggetto – che lui chiama Soggetto Radicale – è l’unica salvezza, sarà un fiore spuntato tra le steppe gelide, che cerca con tutta la forza dello stelo la luce.

“Il Soggetto Radicale nasce nel punto più estremo e polare del ciclo cosmico. Esso appare quando è ormai troppo tardi e tutto il resto è scomparso. Non emerge perché pianificato, ma viene risvegliato dalla volontà post – sacrale, che non coincide col sacro, ma nemmeno con il nulla”.

Se siamo quindi in un mondo post moderno, dove ogni contatto col sacro viene smantellato, nemmeno le ceneri sono più visibili, come fa allora a esistere una volontà post – sacrale? Dugin ce lo spiega subito:

“La volontà post-sacrale non è generata dalla Tradizione, né ammessa dalle religioni; essa viene emanata dal Soggetto Radicale, a cui fa ritorno: esige un risveglio immediato e incondizionato.”

In parole povere, quando tutto sarà perduto e saremo gettati in un inferno di dividui, qualche essere nel proprio intimo comincerà, senza preavviso e senza alcuna motivazione, a sentirsi individuo, unico e indivisibile, non più diviso. Sarà quel Sole di Mezzanotte, più nero del nero, che si nasconde nel nulla della tenebra a pulsare, a richiamare una volontà post-sacrale. Qualcosa verrà riconosciuto, qualcosa verrà salvato. Questo è possibile solo grazie a un atto di volontà pura e reiterata, piccoli atti di volontà verso il sacro, senza sapere che si chiama sacro. Dugin intravede in questo Soggetto Radicale la sola possibilità di rinascita. Nella nostra epoca moderna, i soggetti radicali si nascondono in mendicanti, rivoluzionari, artisti; esistono e sono ai margini della società, lottano perché ancora ricordano le tradizioni, hanno una piccola fiammella lontana accesa. Quando saremo nella post modernità, il Soggetto Radicale brancolerà nel buio, come un gatto a cui sono stati tolti gli occhi e gli altri sensi.

Prima ho definito Dugin un uomo della Tradizione; la Tradizione è intensa come visione tradizionale, ovvero legata alla visione spirituale di tutte le più grandi civiltà secondo cui l’uomo sta andando verso l’abisso, e non verso l’ascesa, come la visione vigente, progressista vorrebbe farci credere. Gli uomini della Tradizione sono quelli che ricercano il sacro nelle antiche culture, non nella soggettività estrema e isolante; sono aperti al divino che ancora interagisce nel nostro mondo. Ma quando l’Uovo del mondo, per dirla alla Guénon, si chiuderà ecco che saremo nel mondo post-moderno, ogni contatto col sacro sarà impossibile, la sola apertura che avremo sarà verso il basso, verso l’inferno.

Allora in quel momento di oscurità, in una parte totalmente senza significato del globo, nascerà il Soggetto Radicale.

“Il Soggetto Radicale è una fiamma che brucia sia quando il fuoco è acceso, sia quando è spento. Nemmeno dove la fiamma è estinta egli cessa di ardere”.

Fonte: Pangea.news

Il sole di mezzanotte. Leggendo Aleksandr Dugin
Il sole di mezzanotte. Leggendo Aleksandr Dugin