XI JINGPIN NUOVO IMPERATORE CINESE?

di Vincenzo Di Maio

Xi Jingpin diventerà un degno imperatore della Cina per la nuova dinastia planetaria dei Ming.

Perché riconosce i limiti e sa in altra occasione ci sarà la possibilità di generare una equilibrata economia mista tra produzione di stato e produzione privata, al fine di contribuire successivamente alla planetaria sconfitta definitiva del capitalismo come è avvenuto anticamente attraverso l’economia confuciana dei Ming, al servizio dell’umanità, della naturalità e della divinità, ossia dell’armonia cosmica.

Questo perché nell’attuale fase di transizione mondiale della globalizzazione, il capitalismo precedentemente nazionalista e poi internazionalista ha imposto un processo di transnazionalismo che attraversando I confini rendeva problematici gli stati generando un conflitto con la globalizzazione, oggi è certo che si ha bisogno di pensare a una nuova globalizzazione non più tecnoeconomica ma umana, etica, responsabile, che proceda verso la sua autodissoluzione trasformatrice in planetarizzazione divina, ossia quando gli stati nazione saranno coordinati dal Principato di Urantia generando di fatto l’assemblea costituente di una corte imperiale che sostituirà l’inutile e farraginosa Organizzazione delle Nazioni Unite.

XI JINGPIN NUOVO IMPERATORE CINESE?
XI JINGPIN NUOVO IMPERATORE CINESE?

IL TEMPO DELL’APOCALISSE

Videoconferenza del canale YouTube FRATRIA ALTOTIBERINA del 21 gennaio 2023

Fratria altotiberina intervista Giacomo Maria Prati (Tortona, 1971) parallelamente ad una formazione giuridica sviluppa un’attitudine e una passione per i linguaggi simbolici, i testi mistici, l’iconologia, i miti e le strutture narrative di determinati linguaggi, prediligendo il ciclo dei romanzi medioevali del Graal,il patrimonio alchemico, i miti di Sparta. Molte le sue passioni: dalla filosofia del diritto al management dei beni culturali. Nell’aprile 2013 esordisce come traduttore con una nuova traduzione del Cantico dei cantici e dell’Apocalisse, accostati ad immagini del Duomo di Milano e del Cenacolo di Leonardo. Dopo aver analizzato in modo innovativo cinque capolavori di arte antica ora sta concludendo un saggio dedicato ad Hermes e uno studio sull’immaginario della deposizione di Cristo al cui interno, non sappiamo come, cita da Gino Paoli a Pinocchio.

IL TEMPO DELL’APOCALISSE
IL TEMPO DELL'APOCALISSE
IL TEMPO DELL’APOCALISSE

LA TRADIZIONE SECONDO DUGIN

di Alexander Dugin

La cosa più importante è capire cosa si oppone alla tradizione. Se capiamo questo, capiremo il significato della tradizione. La tradizione si oppone alla modernità, si oppone all’idea di un progresso onnipotente, che va sempre da meno a più. In una visione del mondo materialista, siamo abituati a vedere il mondo come un costante miglioramento della storia umana, ma la tradizione dice il contrario: conta ciò che è stato prima. Sono le origini fondamentali e decisive.

Se parliamo di valori tradizionali, allora difendiamo ciò che appartiene alle radici. Ai padri portanti di Dio, all’inizio del mondo, a ciò che sta alla base del mondo, alla sua fondazione. E quando si parla di valori contemporanei vuol dire che, al contrario, ogni nuova edizione di essi sostituisce la precedente e poi ci si relaziona a quanto sta accadendo in maniera completamente diversa. In termini di tradizione, ciò che conta è ciò che c’era all’inizio e ciò che c’è sempre stato. In termini di modernità, invece, quello che arriva ora, che è l’ultimo di una catena di eventi, invenzioni, scoperte. Il presente qui sostituisce il passato.

Dal punto di vista della tradizione, il passato è un punto di riferimento per il presente. E se guardiamo alla storia europea nel passaggio alla modernità, vedremo che la base dei valori tradizionali era l’Eternità, mentre la base dei valori moderni era il tempo. La modernità si basa sul presupposto che non ci sia Eternità, ma solo tempo.

Il valore tradizionale è Dio e il valore moderno è l’uomo. Il valore tradizionale è il paradiso, il valore moderno è la terra. Il valore tradizionale è spirito, il valore moderno è materia.

C’è un’opposizione fondamentale tra tradizione e modernità, e se giuriamo, come giuriamo ora, sui valori tradizionali, anche se esiste un decreto presidenziale del genere, in realtà ribalta un modo di pensare abituale. Stiamo scoprendo qualcosa di completamente dimenticato: la tradizione e la logica, la struttura, la filosofia.

L’ABC dei valori tradizionali. Parte 1: Tradizione

LA TRADIZIONE SECONDO DUGIN
LA TRADIZIONE SECONDO DUGIN

LA VERA RELIGIONE MARZIALE

di Abdul Aziz Myatt

“Non ci sarà né rivolta, né rivoluzione, in nessun paese occidentale, da parte di nazionalisti o nazionalsocialisti, perché difettano del desiderio, della motivazione e dell’ethos per farlo, perché capiscono di non avere il sostegno della maggioranza della propria gente”, ammette rivolgendosi ai suoi ex camerati. “Il Jihad – invece – è la vera religione marziale”. Una buona alternativa al “disonore, l’arroganza e il materialismo” dell’Occidente.

LA VERA RELIGIONE MARZIALE
LA VERA RELIGIONE MARZIALE

AGLI ANTIPODI TRA DIO E IL CASO

di Mike Plato

DIO e il CASO sono due soggetti che non possono convivere. Se esiste DIO non può esistere la casualità, bensì la CAUSALITÀ. se il caso domina il mondo, Dio non c’è. Ma il CASO non può creare, non può nulla determinare, non può nulla portare all’esistenza. La stessa creazione è un progetto, e il progetto non has nulla a che vedere col caso. Molti pensano che Dio predetermini alcune cose e altre le lasci al cd LIBERO ARBITRIO degli esseri. Ma gli esseri causati si illudono di avere libertà di scelta, ovvero SI ILLUDONO DI AVERE POTERE, di poter controllare la loro vita. Come potrebbero, visto che non sanno chi sono, da dove vengono, dove vanno e perché sono qui? La new age è furba, per concedere l’illusione del potere di scelta, la cd volontà di potenza, sostiene che le anime decidono ogni cosa prima che si incarnino. Strano che tuttavia le anime perdano il. Potere di ricordare. Hanno tutto il potere di scelta preventivo tranne poi ricordare. In realtà anche le anime sono CAUSATE, CREATE, ergo dipendono da un potere superiore. Se non da un potere immondo (HEIMARMENE, ARCONTI) che Dio ha comunque legittimato a SIGNOREGGIARE sulle anime per un tempo prestabilito. Non possiamo neanche concepire un Dio che fa un progetto, lo realizza e poi cambia in corsa o corregge imperfezioni . Non sarebbe Dio, perché cambiare in corsa o correggere imperfezioni implicherebbe NON PREVEGGENZA, PROGETTO LIMITATO E IMPERFETTO, DEFICITARIO, e di conseguenza avremmo un Dio non onnipotente, non onniveggente, imperfetto, simile ad un uomo che naviga a vista.

Se crediamo in un DIO PERFETTO, dobbiamo credere che egli crei secondo un progetto eterno in cui tutti gli esseri causati siano vincolati al SUO piano, non possiamo credere a miliardi di miliardi di scelte di miliardi di esseri organici, animici, spirituali

Solo UNO ha libero arbitrio ed è LIBERO ARBITRIO. Il progetto, nella bibbia, viene chiamato LEGGE, e nessuno può violarla

“il caso è il nome che si dà ad una legge che non si conosce” (René Lachaud)

AGLI ANTIPODI TRA DIO E IL CASO
AGLI ANTIPODI TRA DIO E IL CASO

Markalada: l’America prima di Colombo

di Luigi Mascheroni

La scoprì Cristoforo Colombo (non nel senso che ci arrivò per primo, ma che primo la mise al centro delle rotte marittime e la collegò all’Europa cambiando la storia del mondo). Il nome glielo diede Amerigo Vespucci, navigatore e mercante. Fu di certo toccata – ben prima del 1492 – da molti altri popoli: i vichinghi, quasi di sicuro i baschi, i cinesi (che vi arrivarono da Ovest). Ma soprattutto, molto prima della «scoperta» di Colombo, si chiamava Markalada, che corrisponde alla «Markland» di cui parlano anche le saghe norrene per indicare una regione a ovest della Groenlandia: mark land, la «terra dei boschi».

E la storia di Markalada è la storia dell’America prima dell’America. Non se ne sapeva nulla fino a pochi anni fa, quando uno studioso italiano, Paolo Chiesa, professore di Letteratura latina medievale e Filologia mediolatina all’Università Statale di Milano, chiese al legittimo proprietario, un danaroso collezionista americano che lo aveva acquistato a un’asta nel 1996, di visionare un manoscritto del frate domenicano Galvanus Flamma – Galvano Fiamma (1283-1344) – domenicano, cappellano di Giovanni Visconti e cronachista milanese. Sino a quel momento si credeva che il manoscritto fosse una copia di un’opera già nota, il Chronicon maius. Paolo Chiesa invece capì che si trattava di un testo del tutto sconosciuto, una inedita Cronica universalis, in cui a un certo punto Galvano, accanto a tante notizie ampiamente conosciute – ed ecco la vera scoperta – dà conto di qualcosa di cui gli storici non avevamo mai sentito parlare. E cioè che i marinai che viaggiavano nei mari del Nord (e la cosa Galvano la raccoglie da fonti orali genovesi) riferiscono di una «terra que dicitur Marckalada», una terra ricca di alberi e animali, dove si trovano edifici in pietra e vivono uomini giganti, situata a ovest della Groenlandia, in quella parte della costa atlantica americana corrispondente all’incirca all’odierno Labrador. Una notizia sensazionale: è la prima menzione del continente americano nell’area mediterranea, un secolo e mezzo prima del viaggio di Colombo.

La storia delle due scoperte – quella del manoscritto sconosciuto e della prima citazione dell’America – Paolo Chiesa l’ha rivelata nel 2021 in un articolo scritto per la rivista internazionale Terrae incognitae. E ora – fra Storia, filologia, geografia fantastica e purtroppo solo un accenno al cosiddetto pre descubrimiento, cioè le scoperte dell’America prima di Cristoforo Colombo – la racconta nel saggio Marckalada. Quando l’America aveva un altro nome (Laterza). Oggi nessuno dubita più che navigatori del Nord Europa abbiano raggiunto l’attuale Canada attorno all’XI secolo: ci sono prove di insediamenti vichinghi a L’Anse aux Meadows e ci sono i racconti della Saga dei Groenlandesi e della Saga di Eirik il Rosso che parlando di Helluland, di Markland e di Vinland, «la terra del vino». Ma che la «terra dei boschi» fosse già conosciuta in Italia, forse proprio a Genova, già nel ‘300… Beh, eccola la scoperta che vale l’America.

Fonte: MSN.com

Markalada: l'America prima di Colombo
Markalada: l’America prima di Colombo

LA REALTA’ E’ UNA SIMULAZIONE?

di Mike Plato

L’idea che tutto cio che ci circonda, compreso il nostro corpo organico, sia una simulazione, è roba da uscir pazzi. Ciò significherebbe 3 cose soprattutto:

1) Che la nostra coscienza potrebbe essere ESOGENA alla realtà simulata, ESOGENA e INTRAPPOLATA, Crocifissa a credere che tutto ciò sia reale

2) Che potrebbe esistere una CIVILTA INORGANICA E IMMATERICA con milioni di anni uomo di esperienza di COSTRUZIONE di realtà simulate estremamente verosimili. Non è un caso che Cristo ce l’abbia coi COSTRUTTORI…Ma Costruttori di cosa? DI FINTI UNIVERSI? Qual è il Fine di questa MENZOGNA COLOSSALE?

3) Che essendovi un princioio frattalico che recita COME IN ALTO COSI IN BASSO, anche noi ESSERI DELLA SIMULAZIONE (ma alcuni non lo sono) stiamo iniziando a COSTRUIRE realtà simulate. Siamo agli albori di questa tecnologia ma gia vedo nei videogame AMBIENTI GIGANTESCHI, ULTRAREALISTICI, ESTREMAMENTE DETTAGLIATI…E sarà sempre più cosi fino a trasferire le nostre coscienze SIMULATE in SIMULAZIONI DA NOI COSTRUITE. Stiamo diventando anche noi costruttori?Noi tendiamo a confrontare questa realtà con quelle virtuali che costruiamo ora, e questa REALTA appare troppo grande e dettagliata perche sia considerata ILLUSIONE SIMULATA….

La notizia è recente: Secondo alcuni ricercatori l’universo potrebbe essere composto di pixel. Un team scientifico del Caltech pensa che lo spazio e il tempo possano essere costituiti da “pixel spaziotemporali”, piuttosto che essere così lisci e continui come sembrano. Rana Adhikari, professore di fisica al Caltech, ha suggerito in un nuovo comunicato stampa che questi pixel sarebbero davvero piccoli. Quanto? Molto. “Così piccoli che se dovessi ingrandire le cose in modo che diventino le dimensioni di un granello di sabbia, allora gli atomi sarebbero grandi quanto galassie”.

LA REALTA' E' UNA SIMULAZIONE?
LA REALTA’ E’ UNA SIMULAZIONE?

AMARE UN UOMO RISVEGLIATO

a cura di Giada Aghi

Amare un uomo risvegliato ti richiederà di tirare fuori dal tuo cuore i tuoi lati oscuri, nascosti, le tue fragilità.

Se sentirai il tuo corpo chiuso, dovrai lavorare per aprirlo, perché un uomo risvegliato non si accontenta della superficialità o di una vana relazione fisica.

L’uomo risvegliato penetra nelle profondità dell’anima e tocca con le punta delle dita la melma ristagnata delle tue emozioni per guardarla e parlartene, delle volte sarà talmente doloroso che non potrai sopportare il tuo riflesso attraverso di lui.

C’è una ragione perché brani come compagno un uomo risvegliato?

Devi anche essere disposta a fare un lavoro su di te, non si tratta di una passeggiata fiabesca, o aprire il terzo occhio, o praticare tanto yoga, che ti porterà verso l’uomo risvegliato, il lavoro su di te è un lavoro di totale accettazione di te stessa, di apertura e di percorso condiviso.

Un uomo risvegliato ha accolto il suo intuito, ha sintonizzato il ritmo del tuo cuore con il cuore del cielo, guarda le stelle e riconosce l’immensità.

Ha superato il processo doloroso di separazione e si è unito al sacro femminile, riconoscendo in lui la morte e la vita ad ogni istante; ha imparato ad ascoltare le sue personali dimensioni, e sa che non potrà vivere del tutto sulla terra né del tutto in cielo, imparando a sentire e a dirigere la sua energia sciogliendosi delle illusioniste.

L’uomo risvegliato onora la sacra femminilità, il suo mistero, vivendo anch’egli nel tempo della magia; ha le sue ferite le cura e le ama.

E’ consapevole della sua potenza e della sua forza, conosce il piacere e lo trasforma in anima senza tabù, senza paure, senza limiti e gode della sua sessualità condivisa con la convinzione di poter toccare Dio con la sua compagna, in una sola notte e per il resto della vita.

Un uomo risvegliato discute le differenze e i propri disagi, sa che il dialogo è l’unico metodo per risolvere, costruire e rafforzare un rapporto.

Un Uomo risvegliato sa dire senza paura: “ti voglio bene”, “ti amo”, “ ho bisogno di te”, “mi manchi”.

Cara donna se desideri un uomo risvegliato apriti profondamente nell’amore così come sei, proprio ora, così un uomo sarà consapevole e presente allo stesso modo in cui tu irradi attivamente il tuo amore e permetti alla forza vitale di spingersi attraverso il tuo essere.

Fonte: https://www.medicinadellapsiche.it/

AMARE UN UOMO RISVEGLIATO
AMARE UN UOMO RISVEGLIATO

La Gran Bretagna importa petrolio russo aggirando le proprie sanzioni

di Eugy Boian

Ora è praticamente risaputo che i tentativi occidentali di distruggere l’economia russa attraverso le sanzioni sono miseramente falliti. La macchina della propaganda sta lottando per nascondere il fatto che la guerra delle sanzioni è esplosa e ora sta rovinando le economie occidentali, specialmente quelle la cui prosperità, come nel caso della Germania, si è basata pesantemente sull’accesso all’energia russa a buon mercato.

Tuttavia, molto meno spesso menzionato è il fatto che ci sono parecchi paesi che, a quanto pare, non dipendono troppo dagli idrocarburi russi, ma in realtà subiscono sanzioni contro Mosca. Ciò è particolarmente vero per la Gran Bretagna, la cui formazione politica è caratterizzata dal più alto grado di russofobia tra i paesi della NATO. Sarebbe logico aspettarsi che Londra, uno dei principali mecenati del regime di Kiev, si rifiutasse completamente di fornire merci dalla Russia. Tuttavia, si scopre che non è così.

Per affrontare le crescenti preoccupazioni sulla sicurezza energetica derivanti dalle sanzioni anti-russe e dalle ricadute della pandemia di Covid-19, la Gran Bretagna è costretta a cercare scappatoie per aggirare le proprie sanzioni contro il gigante eurasiatico. Entro ottobre 2022, Londra ha ufficialmente ridotto quasi a zero le importazioni di energia dalla Russia. Le importazioni di petrolio ammontavano a soli $ 2,5 milioni e il carbone e il gas venivano acquistati a malapena. Tuttavia, recenti rivelazioni mettono seriamente in dubbio queste cifre. Secondo quanto riferito da varie fonti, la Gran Bretagna importa ancora petrolio russo, anche se non direttamente. Ciò è diventato possibile grazie ai paesi terzi (in primis l’India), che attualmente riesportano una quantità significativa di petrolio russo verso i paesi occidentali.

La raffineria indiana di Jamnagar, situata sulla costa occidentale del Gujarat, ha acquistato 215 petroliere di petrolio russo nel 2022, con un aumento del 400% rispetto all’anno precedente, secondo la società di analisi Kpler. Allo stesso tempo, le società britanniche hanno importato 10 milioni di barili di gasolio da questa raffineria, il 250% in più rispetto al 2021. Ciò può essere spiegato solo dal fatto che il petrolio russo viene raffinato e riesportato in Gran Bretagna e in altri paesi occidentali.

Sebbene non vi sia nulla di illegale in un tale schema, è altamente indicativo dell’ipocrisia del governo britannico. Londra sta esercitando un’enorme pressione su altri paesi affinché smettano di importare energia russa (l’Ungheria è probabilmente l’esempio migliore), mentre segretamente fa esattamente l’opposto.

La riesportazione di prodotti petroliferi è molto vantaggiosa per l’India, poiché i prezzi in Europa sono piuttosto alti, mentre la Russia fornisce il suo greggio con uno sconto. Nel frattempo, le aziende britanniche chiudono un occhio su questo fatto, poiché hanno bisogno di forniture energetiche garantite. Sembra che tutti siano soddisfatti di un simile accordo, ad eccezione di Kiev.

Uno dei consiglieri di Volodymyr Zelensky accusa la Gran Bretagna di “sfruttare i punti deboli del regime delle sanzioni”. “Il Regno Unito deve colmare tutte le scappatoie che minano il sostegno all’Ucraina consentendo al maledetto carburante russo di attraversare i nostri confini. Ogni quinto barile di petrolio che raffinano è russo. La maggior parte del gasolio è prodotta dal petrolio russo”, ha affermato Oleg Ustenko.

Resta da vedere se la Gran Bretagna risponderà a queste richieste, poiché non sono particolarmente importanti per Londra. Tuttavia, è chiaro che anche se le scappatoie esistenti venissero chiuse, la Gran Bretagna ne troverebbe facilmente di nuove, come ha fatto più di una volta in passato, per aggirare le proprie sanzioni.

La Gran Bretagna importa petrolio russo aggirando le proprie sanzioni
La Gran Bretagna importa petrolio russo aggirando le proprie sanzioni