Nel fragore di Amburgo, la Cina in silenzio si prende un pezzo di Cambogia

di Emanuele Rossi

I lavori al porto di Ream proseguono, con la Cina che potrebbe piazzarvi un sistema radar per il controllo dei traffici e degli assetti militari. Pechino nega, ma la base in Cambogia è una necessità strategica. Washington controlla perché teme il precedente.

Se l’acquisizione da parte di Cosco del 24,9% di uno dei terminal della HHLA nello scalo di Amburgo ha avuto molta risonanza, procedono con molto meno risolato — ma non con minore intensità e importanza — altre attività cinesi tra i porti internazionali. È il caso per esempio dello scalo di Ream, nella costa centrale della Cambogia.

I lavori di costruzione finanziati dalla Repubblica popolare continuano a trasformare la base navale cambogiana a un ritmo sostenuto, spiega un’analisi satellitare del CSIS preparata nell’ambito dell’Asia Maritime Transparency Initiative. Negli ultimi tre mesi sono stati completati importanti lavori di bonifica, un nuovo molo e diverse nuove strutture. Pechino nega che ci sia un interessamento di carattere militare, ma è del tutto probabile che si tratti di un progetto dual-use coperto da una non nuova segretezza.

Da luglio, al centro della base, sono stati ripuliti oltre 11 ettari di terreno, più o meno il 15% dell’area totale di Ream. È in corso la costruzione delle fondamenta di diversi nuovi edifici. Ad agosto, la Nikkei Asian Review, aveva segnalato che diversi camion carichi di terra erano stati visti allineati vicino alla base e che le attività di costruzione hanno causato un aumento del traffico di mezzi pesanti nei dintorni di Sihanoukville.

La costruzione di un nuovo molo, iniziata a giugno, è stata completata a settembre. “Le chiatte viste al molo in un’immagine del 23 settembre suggeriscono che viene utilizzato per traghettare materiali e attrezzature da costruzione per alleggerire le trafficate vie di comunicazione terrestri”, spiega il think tank. Una draga a conchiglia continua a operare al largo, approfondendo il porto e indicando che potrebbero essere in programma ulteriori bonifiche.

Non solo: due nuovi edifici e le fondamenta di altri otto sono visibili all’estremità settentrionale della base. Nuove costruzioni sono visibili anche lungo il bordo nord-orientale della base, con le prime strutture che iniziano a popolare le radure. Infine, il CSIS segnala che “continuano i lavori di costruzione di diverse strutture all’estremità meridionale della base”.

È molto probabile che nella parte cinese dell’area portuale sia piazzato un modo del sistema di navigazione satellitare BeiDou. Si tratta dell’alternativa Made in PRC del NAVSTAR Global Positioning System (e anche all’europeo Galileo), ed è utilizzato in ambito militare, ma anche civile. Secondo gli analisti dell’intelligence militare statunitense il sistema di posizionamento e navigazione garantisce alle forze cinesi accuratezza centimetrica.

Ream è posizionata appena fuori alla baia di Kompong Son, protetta dal Golfo di Siam, un affaccio altamente strategico verso i lineamenti talassocratici che collegano l’Oceano Indiano al Pacifico. La creazione della base navale cinese — solo il secondo avamposto di questo tipo all’estero, dopo Gibuti, e il primo nella regione indo-pacifica — fa parte della strategia di Pechino.

Il Partito/Stato ha più volte sottolineato l’intenzione di costruire una rete di strutture militari in tutto il mondo a sostegno delle sue aspirazioni — diventare una vera potenza globale. E questa linea difficilmente sarà modificata dal terzo mandato recentemente ricevuto dal leader Xi Jinping, che percepisce l’Indo Pacifico come la primaria sfera di influenza cinese (mentre per gli Stati Uniti è il primo livello di contenimento dell’ascesa di Pechino).

Quella della Repubblica popolare è un’attività in espansione, che passa dalla militarizzazione degli isolotti lungo le rotte del Mar Cinese e arriva alla costruzione di un network di basi con cui esercitare potenza e deterrenza. In sostanza, ”la Cina vuole diventare così potente che la regione si arrenderà alla sua leadership piuttosto che affrontare le conseguenze del non farlo”, come ha spiegato tempo fa un anonimo ufficiale americano al Washington Post.

Della base di Ream si parla con maggiore insistenza dal 2019, quando il Wall Street Journal pubblicò per primo informazioni sul progetto che ai tempi il governo cinese definì “fake news”. Simile la posizione di Phnom Penh, che da sempre sostiene di essere “fermamente aderente” alla Costituzione nazionale, che non consente la presenza di basi militari straniere sul suolo cambogiano.

C’è infatti anche un dibattito interno, che vede alcuni attori interni non allineati con la possibilità — di fatto offerta dal governo — di ospitare una base straniera. E a maggior ragione quest’anno, in qualità di presidente dell’Associazione regionale delle Nazioni del Sud-Est asiatico (ASEAN), la Cambogia vuole evitare di far passare la percezione di essere una pedina di Pechino.

I governi di Pechino e Phnom Penh si sono adoperati per mascherare la presenza dei militari cinesi a Ream, spiegava quel funzionario al WaPo. Per esempio, alle delegazioni straniere che visitano la base è consentito l’accesso solo a luoghi preventivamente approvati. Pare inoltre che durante queste visite, il personale militare cinese della base indossi uniformi simili a quelle della controparte cambogiana o non ne indossa affatto per evitare sospetti da parte di osservatori esterni. Quando l’anno scorso l’attaché militare dell’ambasciata statunitense in Cambogia ha visitato la base, disse che i suoi movimenti erano stati “fortemente circoscritti”.

Va anche ricordato che i primi lavori di ristrutturazione del porto sono iniziati appena dopo che la Cambogia aveva rifiutato l’offerta degli Stati Uniti di pagare per un’attività simile, secondo un rapporto del Pentagono sugli sviluppi militari cinesi dello scorso anno. Questa mossa, stando alla Difesa di Washington, “suggerisce che la Cambogia potrebbe invece aver accettato l’assistenza della [Repubblica Popolare Cinese] per sviluppare la base”. Ossia, Phnom Penh ha scelto la Cina agli Usa, sebbene non sembri intenzionata a chiudere i rapporti con Washington e cerchi di traccheggiare in mezzo a questo crescente dualismo.

L’anno scorso, l’edificio “Joint Vietnamese Friendship”, una struttura costruita dai vietnamiti, è stato trasferito dalla base navale di Ream per evitare sovrapposizioni con il personale militare cinese, per esempio. Cina e Vietnam hanno da tempo relazioni tese, con Hanoi e Pechino che si scontrano da mezzo secolo su rivendicazioni territoriali concorrenti nel Mar Cinese Meridionale, e i vietnamiti che hanno aperto a un miglioramento ulteriore delle relazioni con Washington.

La Cambogia è un Paese piccolo, in una posizione complicata, perché mentre cerca la collaborazione con la Cina vorrebbe avere maggiori partnership con gli altri attori regionali. Ma tutto ciò va parzialmente in contraddizione, è tutto sarà messa a nudo dallo sviluppo della struttura di Ream.

La penetrazione cinese è profonda, tuttavia il Paese cerca di non mostrarsi troppo accomodante agli occhi di Washington e per esempio ha partecipato come “supporter entusiasta” al summit Usa-Asean, organizzato a maggio dalla Casa Bianca. Ha inoltre votato contro la Russia nella varie risoluzioni sull’invasione ucraina.

L’apertura della base in Cambogia è sotto stretta attenzione perché potrebbe essere la prima del genere e dunque creare il precedente. Per Pechino in definitiva è necessaria per una serie di prerogative, non ultima fornire punti nodali alla flotta — che secondo le più recenti analisi del Congressional Research Service statunitense conta già 355 unità (un cinquantina in più degli Stati Uniti).

A qualcosa di simile potrebbe servire l’appoggio militare che la Cina starebbe progettando nelle Isole Salomone. Pechino nega anche in questo caso, sostiene di aver raggiunto con Honiara solo un accordo per la sicurezza. Ma anche riguardo alla militarizzazione delle isola Spratly e Paracel nel Mar Cinese, la Repubblica popolare ha sempre negato ciò che immagini come quelle del CSIS invece mostrano.

Fonte: Formiche.net

Nel fragore di Amburgo, la Cina in silenzio si prende un pezzo di Cambogia
Nel fragore di Amburgo, la Cina in silenzio si prende un pezzo di Cambogia

Cina, Xi Jinping agli USA: Troviamo un modo per andare d’accordo.

a cura del TGCOM24

Sono distensive le prime dichiarazioni del presidente cinese dopo il XX Congresso del Pcc che ha rafforzato il suo potere: “La cooperazione aiuterà a promuovere pace e sviluppo nel mondo”

In Cina, per bocca del presidente Xi Jinping, tende la mano agli Stati Uniti. “Siamo pronti a collaborare con gli Usa per trovare il modo giusto per andare d’accordo nella nuova era sulla base del rispetto reciproco, della coesistenza pacifica e della cooperazione vantaggiosa per tutti” ha detto Xi. A metà novembre, in occasione del G20 a Bali, in Indonesia, Xi potrebbe avere il primo faccia a faccia in persona con il presidente americano Joe Biden.
Oggi il mondo “non è né pacifico né tranquillo”, sottolinea il leader cinese, e questo non fa bene allo sviluppo. Mantenere la pace dovrebbe essere un obiettivo primario per le due potenze mondiali secondo le parole di Xi, affidate a un messaggio letto a New York durante la cena di gala annuale del National Committee on Us-China Relations (Ncuscr). Lo riporta il network statale cinese Cctv.
Per il bene del mondo” – Si tratta delle prime osservazioni dopo il XX Congresso nazionale del Pcc che ha consegnato a Xi uno storico terzo mandato. “In quanto grandi potenze, il rafforzamento della comunicazione e della cooperazione tra Cina e Stati Uniti aiuterà ad aumentare la stabilità e la certezza globali e a promuovere la pace e lo sviluppo nel mondo”, le osservazioni del presidente cinese. “Il che non solo andrà a beneficio di entrambi i Paesi, ma anche del mondo”, ha precisato Xi.

Fonte: TGCOM24

Cina, Xi Jinping agli USA: Troviamo un modo per andare d'accordo.
Cina, Xi Jinping agli USA: Troviamo un modo per andare d’accordo.

LE SFIDE FONDAMENTALI SONO SCOMPARSE…

a cura di Roberto Siconolfi

Discorso molto importante di Vladimir Putin al 19° Forum annuale del Valdai International Discussion Club il cui tema era “Il mondo dopo l’egemonia: giustizia e sicurezza per tutti”. L’incontro, durato quattro giorni, ha riunito 111 esperti, politici, diplomatici ed economisti provenienti dalla Russia e da 40 Paesi stranieri, tra cui Afghanistan, Brasile, Cina, Egitto, Francia, Germania, India, Indonesia, Iran, Kazakistan, Sudafrica, Turchia, Uzbekistan e Stati Uniti. Putin: “Gli eventi attuali hanno messo in ombra le questioni ambientali – stranamente, vorrei iniziare da questo. Il cambiamento climatico non è più in cima all’agenda. Ma queste sfide fondamentali non sono scomparse, non stanno andando da nessuna parte, stanno solo crescendo.
Una delle conseguenze più pericolose dello squilibrio ecologico è la riduzione della biodiversità in natura. E ora vengo al tema principale per cui ci siamo riuniti: le altre diversità – culturali, sociali, politiche, di civiltà – sono meno importanti? La semplificazione, la cancellazione di tutte le differenze è diventata quasi l’essenza dell’Occidente moderno. Cosa c’è dietro questa semplificazione? Innanzitutto, è la scomparsa del potenziale creativo dell’Occidente stesso e il desiderio di frenare, di bloccare il libero sviluppo di altre civiltà. Naturalmente, qui c’è anche un interesse mercantile diretto: imponendo i loro valori, gli stereotipi dei consumatori, l’unificazione, i nostri avversari – li chiamerò così – stanno cercando di espandere i mercati per i loro prodotti. Alla fine tutto è molto primitivo. Non è un caso che l’Occidente sostenga che la sua cultura e la sua visione del mondo debbano essere universali. Se non lo dicono direttamente – anche se lo dicono spesso – ma se non lo dicono direttamente, si comportano e insistono sul fatto che, di fatto, la loro politica insiste sul fatto che questi stessi valori dovrebbero essere accettati incondizionatamente da tutti gli altri partecipanti alla comunita’ internazionale. Nell’ultimo mezzo secolo questo accecamento di cui parlava Solzhenitsyn – di natura palesemente razzista e neocoloniale – ha assunto forme semplicemente brutte, soprattutto da quando è emerso il cosiddetto mondo unipolare. La fiducia nella propria infallibilità è molto pericolosa: è a un passo dal desiderio degli stessi “infallibili” di distruggere semplicemente chi non gli piace. Come si dice, “abolire”: riflettiamo almeno sul significato di questa parola.
Anche all’apice della Guerra Fredda, al culmine del confronto tra sistemi, ideologie e rivalità militari, non è mai venuto in mente a nessuno di negare l’esistenza stessa della cultura, dell’arte e della scienza dei propri avversari. Non era venuto in mente a nessuno! Cosa sta succedendo ora? I nazisti arrivarono a bruciare i libri ai loro tempi, e ora i “promotori del liberalismo e del progresso” occidentali sono arrivati a vietare Dostoevskij e Tchaikovsky. La cosiddetta cultura della cancellazione, ma in realtà – ne abbiamo già parlato più volte – la vera abolizione della cultura nega cio’ che e’ vivo e creativo e non permette al libero pensiero di svilupparsi in nessun ambito: né in economia, né in politica, né nella cultura. La stessa ideologia liberale oggi è cambiata in modo irriconoscibile. Se il liberalismo classico originariamente intendeva la libertà di ogni persona come libertà di dire ciò che si vuole e di fare ciò che si vuole, già nel XX secolo i liberali hanno iniziato a dire che la cosiddetta società aperta ha dei nemici e la libertà di tali nemici può e deve essere limitata o addirittura annullata. Ora si è arrivati addirittura all’assurdo, quando qualsiasi punto di vista alternativo viene dichiarato come propaganda sovversiva e minaccia alla democrazia.”

LE SFIDE FONDAMENTALI SONO SCOMPARSE...
LE SFIDE FONDAMENTALI SONO SCOMPARSE…

Il Corano: il Buddha, Atena e Mosè

a cura di GIuseppe Aiello

Corano, sura 95:

“Per il Fico e per l’Ulivo,
e per il Monte Sinai,
in verità abbiamo formato l’uomo nel modo migliore,
poi lo abbiamo declassato tra gli ultimi degli ultimi:
si salvano sono coloro che sono rimasti fedeli [a Dio] e hanno compiuto il Bene, per il quali vi saranno ricompense senza fine…”

Nel cercare di comprendere e interpretare il Corano, quasi nessun sapiente musulmano, nel corso dei secoli, ha guardato fuori dalla tradizione giudaico-cristiano-islamica. Non fa eccezione questa sura: immediato l’accostamento del Monte Sinai a Mosè e alla tradizione ebraica, ma il Fico e l’Ulivo?

E’ così ardito pensare al “Fico” (di cui l’albero di Bodhi è un esemplare) sacro a induisti, giainisti e buddhisti?

La Bodhi indica il risveglio, l′illuminazione spirituale, il modo di vedere le cose che va al di là delle apparenze, per cui essere stato illuminato significa essere riusciti a vedere con chiarezza della verità e in modo intelligente la vita, scardinando ogni forma di illusione e di ignoranza, che tenderebbero a oscurarne la comprensione.

Ciò è perfettamente in linea con il messaggio divino del Corano, e del versetto in questione.

Nella tradizione greca, l’ulivo è l’albero della civiltà per eccellenza. Secondo il mito più diffuso, l’Ulivo sarebbe stato introdotto in Grecia, e in particolare in Attica, durante il regno del primo re di Atene, Cecrope, un essere metà uomo e metà serpente sorto dalla terra: a quei tempi le divinità si spartivano l’influenza sulle varie città ed il primo ad arrivare in Attica fu Poseidone, dio del mare, che piantando il suo tridente sull’acropoli di un Atene ancora senza nome, fece sgorgare una fonte d’acqua salata.

Ma Atena, contendendogli il possesso del luogo, fece spuntare il primo Ulivo conficcando la propria lancia nella Terra; Cecrope (o secondo altre versioni un’assemblea di Dei) fu chiamato a dirimere la questione, ed egli scelse Atena, a causa della grande utilità del dono ch’essa aveva fatto alla città, la quale prese il nome della Dea.

Il Corano: il Buddha, Atena e Mosè
Il Corano: il Buddha, Atena e Mosè

COME FARE PER PORTARE A COMPIMENTO EVENTI CHE FAVORISCANO IL RISVEGLIO DI COSCIENZA COLLETTIVO?

a cura di Patrizia Cordioli

Operare consapevolmente una magia,
in totale assenza di giudizio
e in coscienza di unità
con le masse addormentate,
immaginando
che ogni persona che ne fa parte,
rappresenti una cellula del nostro corpo;
stabilire poi con ogni cellula,
una vera comunione
e chiedere alla Coscienza e Volontà Cristica
di purificarne l’energia,
per poi reindirizzarla,
una volta invertita la polarità.
Verso il nuovo progetto di Risveglio
in via di definizione.
Se ci fosse questa Accoglienza,
in un numero nutrito di Anime,
saremo già transitati nell’Età dell’Oro.

In Me Mago Agere = Immaginare

COME FARE PER PORTARE A COMPIMENTO EVENTI CHE FAVORISCANO IL RISVEGLIO DI COSCIENZA COLLETTIVO?
COME FARE PER PORTARE A COMPIMENTO EVENTI CHE FAVORISCANO IL RISVEGLIO DI COSCIENZA COLLETTIVO?

Vostok i Zapad. Oriente e Occidente nella cultura russa.

Videoconferenza di Daniele Perra per il canale YouTube di EURASIA RIVISTA:

“La Russia è l’oceano delle terre emerse. Questo, esteso su un sesto del mondo, regge le ali spiegate dell’Oriente e dell’Occidente”. Questa affermazione del grande pittore ed esploratore russo Nicholas Roerich può essere utile per introdurre un argomento assai complicato e delicato come quello dello sviluppo dell’autocoscienza russa in rapporto ai concetti (più ideologici che geografici) di Oriente e Occidente. Per ciò che concerne la Russia – è bene ribadirlo – tale distinzione, almeno prima dell’Età moderna, non ha mai avuto particolare rilievo. Di fatto, è solo con l’importazione nell’Impero degli Zar delle rappresentazioni geografiche dell’Europa occidentale a partire dal XVII secolo che l’intelligencija russa comincia a riflettere sul peculiare ruolo dello spazio russo nel contesto geopolitico dell’Europa e dell’Asia. Qui si cercherà di analizzare l’evoluzione del pensiero geofilosofico russo mettendo in evidenza le diverse correnti che l’hanno percorso fino all’evento rivoluzionario del 1917.


Bibliografia:

Aldo Ferrari, La foresta e la steppa. Il mito dell’Eurasia nella cultura russa, Mimesis Edizioni, Milano-Udine 2012.

Andreas Kappeler, La Russia. Storia di un impero multietnico, Edizioni Lavoro, Roma 2006.

Konstantin Leont’ev, Bizantinismo e mondo slavo, Edizioni all’insegna del Veltro, Parma 1986.

Nikolaj S. Trubeckoj (introduzione di Claudio Mutti), L’eredità di Gengis Khan, SEB, Milano 2005.

Vostok i Zapad. Oriente e Occidente nella cultura russa.
Vostok i Zapad. Oriente e Occidente nella cultura russa.

Altre pandemie in arrivo?

di Nadya Swart

“Altre pandemie sono in arrivo”: l’esperto di armi biologiche Francis Boyle sul trattato dell’OMS, l’ordine perfetto di Biden e lo scioccante coinvolgimento della SA nelle armi biologiche.

Francis Boyle è stato uno dei primi a modificatomente aperto che la SARS-CoV-2 è un’arma biologicamente geneticamente, fuoriuscita da un laboratorio di alto livello a Wuhan. Boyle, avvocato in diritti umani e professore di diritto internazionale presso la Facoltà di Legge dell’Illinois College of Law, si è battuto per decenni contro lo sviluppo e l’uso di armi biologiche e ha redatto la legge anti-terrorismo sulle armi biologiche, firmata da George Bush senior nel 1989. Il Presidente Joe Biden ha recentemente firmato l’Ordine Esecutivo sull’Avanzamento dell’Innovazione Biotecnologica e di Biomanifattura è quello di “s il cuiviluppare e lavorare, promuovere e implementare … la ricerca a duplice uso che sta adottando e la ricerca che coinvolge pandemie e altri agenti patogeni ad alto rischio”. BizNews ha parlato con il dottor Boyle, che ha spiegato perché la formulazione stessa di questo ordine preciso, che è una palese violazione illegale della legge sulle armi biologiche di Boyle, insieme alle linee guida contenute nel Trattato sulle pandemie dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, promettere in sostanza l’arrivo di altre pandemie causate dall’uomo. L’esperienza e la ricerca di Boyle sulle armi biologiche non hanno eguali. Una delle rivelazioni discusse nell’intervista, che ha letteralmente colpito nel segno, è il ruolo del Sudafrica iniziato con la ricerca, lo sviluppo e l’immagazzinamento di armi biologiche da parte del regime dell’Apartheid, assistito dalla CIA, e con il laboratorio BSL-4 del Paese, che attualmente continua a svolgere un “lavoro riprovevole sulle armi biologiche da guerra”. – Nadia Swart è stato il ruolo del Sudafrica nello sviluppo delle armi biologiche – iniziato con la ricerca, lo sviluppo e l’immagazzinamento di armi biologiche da parte del regime dell’Apartheid, assistito dalla CIA, e con il laboratorio BSL-4 del Paese, che attualmente continua a svolgere un “lavoro riprovevole sulle armi biologiche da guerra”. – Nadia Swart è stato il ruolo del Sudafrica nello sviluppo delle armi biologiche – iniziato con la ricerca, lo sviluppo e l’immagazzinamento di armi biologiche da parte del regime dell’Apartheid, assistito dalla CIA, e con il laboratorio BSL-4 del Paese, che attualmente continua a svolgere un “lavoro riprovevole sulle armi biologiche da guerra”. – Nadia Swart

Estratti dall’intervista con il dottor Francis Boyle

Il dott. Francis Boyle ha dichiarato biologico che la SARS-CoV-2 è un’arma geneticamente modificata, fuoriuscita da un laboratorio di alto livello a Wuhan.

Lavoro contro le armi e le guerre biologiche qui negli Stati Uniti dal 1983 e da allora ho monitorato la guerra biologica, le armi ei programmi in tutto il mondo. Avendo osservato l’epidemia di coronavirus in Cina, sulla base delle caratteristiche che ho visto e facendo ricerche in materia, il 24 gennaio 2020 sono giunto alla conclusione che quello che è stato poi chiamato Covid-19 era un’arma da guerra biologica, offensiva , con caratteristica da guadagno di funzione e che era fuoriuscita dal BSL-4 di Wuhan in Cina.

Voglio chiarire che altri hanno affermato che si trattava di un sabotaggio deliberato. Ho indagato su questo punto. Ma al momento le prove che ho visto sono che si è trattato di una perdita. Purtroppo, si è trattato di una perdita. Ma tutti questi laboratori BSL-4, come il BSL-4 di Wuhan, hanno perditempo. In Sudafrica c’è un BSL-4. Penso che ci si debba preoccupare molto.

Riguardo l’ordine adatto per l’avanzamento delle biotecnologie e dell’innovazione nella produzione biologica recentemente firmato dal Presidente Biden e sul Trattato sulle pandemie dell’OMS come prova dell’arrivo di altre pandemie causate dall’uomo.

Ho analizzato il nuovo ordine sulle biotecnologie appena firmato dal Presidente Biden e dalla Casa Bianca, che prevede la cosiddetta ricerca a duplice uso, che prevede è in realtà un lavoro offensivo sulle armi da guerra biologica e sulle pandemie. Quindi, è chiaro che si occuperanno principalmente di questo tipo di armi biologiche offensive. Per quanto riguarda il trattato dell’OMS, l’ho analizzato. Sono 16 pagine di legislazione internazionale totalitaria.

Ma permettetemi di leggere solo la parte rilevante di questo trattato dell’OMS, perché la Repubblica del Sudafrica deve opporsi a questo trattato. Credo che vi siate opposti ai regolamenti dell’Assemblea Mondiale della Sanità. Ebbene, il trattato è ancora peggio. Ecco chiede il trattato: “Misure per promuovere e allineare l’azione internazionale, regionale e e la cooperazione scientifica, e per nascere nazionale la ricerca innovativa sui nuovi agenti patogeni e sulle malattie emergenti emergenti”. Permettetemi di ripeterlo. “Accelerare la ricerca innovativa per i nuovi agenti patogeni e le malattie emergenti”.

Il laboratorio B-4 in Sudafrica e l’emergere di due varianti dal Sudafrica non sono una coincidenza.

È molto chiaro se si legge questo linguaggio [nel Trattato OMS sulle pandemie] che l’OMS utilizzerà il BSL-4 del Sudafrica e gli altri centri di ricerca sulla guerra che avete lì per lo sviluppo, nuovi agenti biologici patogeni e nuove armi offensive per la guerra biologica. È corretto. Si parla di malattie emergenti. Esseranno emergeranno dai vostri laboratori BSL-4 e dagli altri laboratori di armi per la guerra biologica laggiù, immagino che abbiate alcuni BSL-3, dai vostri cosiddetti composti.

E permessotemi di sottolineare che sappiamo per certo che la CIA ha collaborato con il criminale regime razzista bianco dell’Apartheid in Sudafrica per la ricerca, lo sviluppo e lo stoccaggio di armi per la guerra biologica, tra cui un’arma biologica per l’ etnia da usare contro i neri. Questo è emerso nelle udienze per la verità e la riconciliazione sotto il patrocinio del defunto arcivescovo Desmond Tutu. Quindi, i vostri cosiddetti simili, hanno svolto questo tipo di lavoro fin dall’inizio e, a quanto pare, hanno continuato questo tipo di lavoro sulle armi biologiche.

Ho anche sollevato la domanda, come sapete, due varianti di Covid-19 sono uscite dal Sudafrica, tra cui il recente Omicron BA.5. Ho posto la domanda, e voi dovete indagare: queste due varianti sono uscite dalla vostra BSL-4? Il Sudafrica deve indagare su questo. Non credo che si tratti di una coincidenza. Non ho le prove, ma di certo mi puzza di bruciato. Perché due di queste varianti sono uscite dal Sudafrica? Penso che se si uniscono i puntini, si possono trarre le proprie conclusioni. Ma il governo sudafricano deve indagare seriamente su questa vicenda. E direi che la BSL-4 dovrebbe essere immediatamente chiusa prima che ci sia un’altra perdita, un incidente o un rilascio deliberato.

Sullo scopo ultimo dello sviluppo di armi biologiche

È la riduzione della popolazione. È molto chiaro: ridurre il numero di persone nel mondo e soprattutto le persone di colore nel terzo mondo. Questo risale al famigerato memorandum sulla sicurezza nazionale firmato da Henry Kissinger per Nixon, secondo cui il controllo e la riduzione della popolazione sono un obiettivo di sicurezza nazionale del governo degli Stati Uniti e da allora è sempre stato così.

Traduzione a cura di Costantino Ceoldo

Fonte: Idee&Azione

27 ottobre 2022

Altre pandemie in arrivo?
Altre pandemie in arrivo?

I BRICS VOGLIONO UN NUOVO ORDINE MONETARIO

di Matteo Martini

La nuova valuta di riserva eurasiatica, basata su asset reali, sull’oro e sul gas, che rientrerebbe nell’ambito dei BRICS, potrebbe portare finalmente stabilità ed equità nell’economia mondiale, e sarà una sfida per entrambi i modelli occidentali, quello monetarista neo-liberale, e quello keynesiano (le due facce della stessa moneta ‘fiat’).

I BRICS VOGLIONO UN NUOVO ORDINE MONETARIO
I BRICS VOGLIONO UN NUOVO ORDINE MONETARIO

L’AMERICA E’ IL GRANDE SATANA?

a cura di Giuseppe Aiello

Putin: “Il gioco che l’Occidente sta praticando è sanguinoso, pericoloso e sporco”. …Gli Stati Uniti non hanno nulla da offrire al mondo, se non il loro dominio”: “Hanno ucciso il generale Soleimani e hanno detto ‘Sì, siamo stati noi, lo abbiamo ucciso noi’. In che mondo viviamo? Che razza di persone sono loro?”
(27 ottobre 2022)

Ezra Pound: “Dove sono stato in America [dopo la guerra]? In manicomio! In quale altro posto si potrebbe vivere, in America?”

Julius Evola : “Essa ha introdotto definitivamente la religione della pratica e del rendimento, ha posto l’interesse al guadagno, alla grande produzione industriale, alla realizzazione meccanica, visibile, quantitativa, al di sopra di ogni altro interesse. Essa ha dato luogo ad una grandiosità senz’anima di natura puramente tecnico-collettiva, PRIVA DI OGNI SFONDO DI TRASCENDENZA E DI OGNI LUCE DI INTERIORITA’ E DI VERA SPIRITUALITA’; anch’essa ha opposto alla concezione, in cui l’uomo è considerato come qualità e personalità in un sistema organico, quella, in cui egli diviene un mero strumento di produzione e di rendimento materiale in un conglomerato sociale conformista”

Imam Khomeini: “L’America è il Grande Satana”

L'AMERICA E' IL GRANDE SATANA?
L’AMERICA E’ IL GRANDE SATANA?