Per non diventare carne da esperimento…

di Franco Giovi

Se esaminassimo le tante conferenze del Dottore nei campi delle scienze e della tecnologia, oltre la variabilità di tono, presumibilmente orientata sulle caratteristiche dei gruppi d’ascolto, osserveremmo anche quello che non c’è, ossia la critica personale o il ripudio per le scoperte più avanzate. Anzi: è piuttosto famoso il divertito racconto delle ottuse posizioni conservatrici espresse dagli spiriti scientifici dell’epoca davanti alla tremenda novità del treno.

Testimoni raccontano inoltre di come Steiner, osservando l’ingegnosa fattura della chiusura lampo, mormorasse: «Questa doveva inventarla uno di noi».

Ricostruire in cemento a vista il secondo Goetheanum fu un’audacia stilistica a quei tempi impensabile. Eccetera. Questo per ricordare quello che tutti sanno.

Mi ricordo (male) che circa 50 anni fa, a casa di un antroposofo, ascoltai una conferenza terribile, nella quale il Dottore profetizzava un futuro con incarnazioni difficilissime in corpi innaturalmente sintetici o prefabbricati. Constatava il fatto ed evidenziava semplicemente le gravi difficoltà karmiche per l’uomo (noi) in quel futuro.

Constatava, e non biasimava. Per contro ha sempre stigmatizzato la scarsa coscienza e conoscenza (degli ascoltatori) circa le forze e i contenuti di pensiero attivi nel presente.

E con ciò arrivo dove volevo. Lo spiritualismo e la percezione sovrasensibile sono, come il diavolo e l’acqua santa, del tutto dissimili: sia nella visione delle cose sia nell’atteggiamento dell’anima.

Rimanere spiritualisti è come galleggiare tra le bollicine di una tiepida Jacuzzi, beninteso spalmando di inappellabili critiche e lamentazioni il ‘mondo crudel’ che stride e rumoreggia tra crisi e convulsioni… fuori dalla vasca.

Mentre, se non mi sbaglio troppo, l’Iniziato Solare spronava a percepire e pensare quel mondo, ad affrontarlo e dominarlo con tutte le forze della coscienza individualizzata. Questo è un eroismo necessario. Si dice: la tecnologia è neutra, non è né bene né male… e così via.

Ma allora ditemi, come mai gli incontri con il progresso tecnologico si traducono sempre in partite nelle quali l’uomo perde qualcosa?

In un mondo, ritessuto in basso da forze plutoniche, servono uomini rinnovati in alto dalla forza dell’Io-Logos più che sciacquette che invocano lo Spirito perché troppo delicate per incarnarlo, lo Spirito, mentre la filosofia e l’erudizione fanno le ancelle gobbe della inarrestabile decadenza del sano uomo naturale che si estingue come il bisonte americano.

La sopra-natura è l’unica salvezza possibile ed il suo più immediato veicolo è il pensiero coraggioso: il pensiero pensante che trae da sé la forza di non frantumarsi nel fatto o pensato. Per l’appunto Scaligero scrive: «Il pensiero che turba è prezioso per l’asceta». Domando: «Cosa significa?». È il pensiero che esige essere contemplato con maggior presenza di sé, che chiede la forza sconosciuta per essere pensato alla radice, oltre il pallido e transitorio limite dell’anima personale: il pensiero che, tormentando l’anima, anela alla liberazione.

È ingenuo sperare che nel prossimo divenire l’etica e il buon senso limitino o persino invertano il disumano ‘progresso’ bio-tecnologico: è il Vajont mondiale a cui leggi e religioni si stanno adeguando, anche tradendo brutalmente l’ideale e il sacro da cui trassero vita, per non venir spazzate come Longarone, Erto ecc.

Per non diventare carne d’esperimento è l’uomo (il singolo uomo) che deve trasformarsi. Come? Realizzando l’essere spirituale che in effetti egli è, e che assurdamente finge di non essere. Solo allora cessa, lui cosmico, l’eterna differenza di potenziale che lo relega come insignificante prodotto, ai margini della Creazione.

Per non diventare carne da esperimento...
Per non diventare carne da esperimento…

GRAHAM HANCOCK DICHIARA GUERRA AGLI ARCHEOLOGI

di Massimo Mazzucco

Da che mondo è mondo, le elites professionali si sono sempre comportate nello stesso modo. Che si tratti della professione medica, dei fisici nucleari o dei professori universitari, i membri di queste elites si sostengono a vicenda per proteggere i propri interessi, e si chiudono a riccio per respingere compatti qualunqe minaccia possa derivare loro dall’esterno. E quando chiudersi a riccio non basta, contrattaccano violentemente, per eliminare l’avversario che mette in pericolo la loro sussistenza e la loro credibilità.

E’ accaduto di recente a Graham Hancock, scrittore e ricercatore esperto di antiche civiltà, che ha osato mettere in dubbio alcuni “punti fermi” sostenuti dall’archeologia tradizionale.

Tutto nasce da una serie TV mandata in onda di recente da Netflix, intitolata “Ancient Apocalypse” (che io, curiosamente, ho appena finito di vedere). L’autore di questa serie è appunto Graham Hancock, il quale ci porta in giro per il mondo, alla scoperta di indizi che indicherebbero l’esistenza di società umane altamente progredite ben prima del periodo stabilto dall’archeologia ufficiale, ovvero il 4° millennio a.C.

Dal sito indonesiano di Gunung Padang alle rovine di Gobekli Tepe, dalla famose “strade” subacquee di Bimini ad una intera città sotterranea in Turchia, Hancock mostra i segni evidenti di antiche civiltà e spiega perchè, in ciascun caso, queste civiltà sarebbero fiorite ben prima del fatidico quarto millennio, e in alcuni casi addirittura prima del cosiddetto “Grande Diluvio” (circa 12.000 a.C.).

Sia chiaro, non c’è niente di dimostrato, e lo stesso Hancock presenta le sue tesi in forma di interrogativo, non certo come affermazioni categoriche. Ma tanto è bastato per far saltare i nervi alla lobby mondiale degli archeologi, che di colpo vedono minacciate le fondamenta stesse delle loro teorie.

La reazione è stata tanto virulenta quanto disarticolata: virulenta, in quanto gli archeologi si sono scagliati contro Hanckock con furia estrema, come se fosse un ciarlatano qualunque; e disarticolata, perchè i loro attacchi si sono limitati alla solita etichettatura negativa, senza la minima argomentazione nel merito. I titoli vanno da “La città perduta di Atlantide risorge per alimentare un pericoloso mito” a “La serie di Graham Hancock promuove teorie del complotto razziste”. Da “Le antiche assurdità di Ancient Apocalypse” a “Ancient Apocalypse è la serie più pericolosa di Netflix”, per finire con l’unica verità “dal sen sfuggita”: “Con la serie Ancient Apocalypse, Graham Hancock dichiara guerra agli archeologi”.

E questo, ovviamente, non si può fare.

Ormai il vizio di ripararsi dietro le barriere della “scienza”, da parte dei gruppi di potere, sta diventando la norma in tutto il mondo. O sei con la scienza, o sei contro di noi, in qualunque campo. Il pensiero unico, con tutti i privilegi che comporta lo “stare dalla parte della ragione”, si sta stringendo a difesa di sè stesso in tutto il mondo.

Ma anche le critiche al pensiero unico, per reazione uguale e contraria, aumentano di livello man mano che questo cerca di rafforzare le proprie trincee.

Io credo che questa sia la vera battaglia che coinvolgerà l’uomo nei prossimi 30-50 anni. La battaglia per il libero pensiero. Ed è dall’esito di questa battaglia che dipenderà il futuro dell’intera umanità.

GRAHAM HANCOCK DICHIARA GUERRA AGLI ARCHEOLOGI
GRAHAM HANCOCK DICHIARA GUERRA AGLI ARCHEOLOGI

Lasciate in pace Cristina D’Avena, miserabili

di Stelio Fergola

Roma, 16 dic – Cristina D’Avena è libera di nutrire simpatie per FdI? La domanda sorge spontanea, e non è certamente la prima volta che siamo costretti a porcela, non solo per la cantante più amata dai bambini degli anni Ottanta e Novanta, ma per chiunque si muova in direzioni “non gradite” al pensiero unico di sinistra. Specialmente se arcobalenato.

Cristina D’Avena può simpatizzare per FdI?

Probabilmente no. Questo ammesso e non concesso che la D’Avena stessa sia effettivamente una simpatizzante di FdI, cosa probabilmente non corrispondente alla realtà, ma la questione ci interessa molto poco. Ciò su cui ci focalizziamo è la tanto sbandierata libertà personale, di chiunque, a presenziare a qualsiasi festa desideri, politica o meno che sia. La signora D’Avena è per caso interdetta da esprimere posizioni politiche? Se sì, in base a quale legge o sentenza? Non si capisce. Nel frattempo però, la solita sinistra chic non si risparmia di farsi scoppiare fegati e coronarie. “La D’Avena fan della Meloni non ce la meritavamo”, dicono esponenti Lgbt su Twitter, in polemica con la cantante per le sue partecipazioni a precedenti feste arcobalenate e per aver incarnato per anni il ruolo di “icona queer”. Questioni che tra l’altro, ci suggeriscono proprio una sostanziale indifferenza della D’Avena stessa per delle simpatie politiche “di destra”, per così dire. Ma insomma, evidentemente da “quelle parti” quando “acquistano”, pretendono il possesso perenne. E quindi, non sia mai “tradire” presenziando addirittura alla festa per i dieci anni di fondazione del partito nemico.

La cantante replica alle critiche, e non le si può dare torto

Nel 2014, come riporta Fanpage, la D’Avena dichiarava: “Faccio molti concerti per i gay. Mi vesto da fatina perché loro mi vogliono ancora così. Crimie è un simbolo. Una bambina maschiaccio che con la bacchetta magica si trasforma in prima donna. È l’ideale della trasformazione. Molti di loro sono cresciuti con questa speranza. Quando canto Crimi o Sailor Moon i gay si commuovono”. Accipicchia, proprio una camerata. Che si è permessa di tradire quelli che, probabilmente, pensano di essere i suoi padroni.

Ora la cantante, giustamente, replica con un post su Facebook: “Non credo serva spiegare come mi sia sentita; preferisco ricordare a chi mi ha giudicato, forse con un po’ troppa fretta, chi sono. Da quarant’anni canto in tutti i posti dove sono ben voluta e accolta. Nelle piazze dei paesi, nei palazzetti delle città, nei teatri, in televisione, nelle feste LGBTQ+ e anche alle Feste dell’Unità. Nei Pride e al Vaticano. E sempre e ovunque con tutto l’impegno e la gratitudine possibili. Perché le mie canzoni non desiderano altro che portare allegria e spensieratezza a chi è cresciuto con loro e a chi le canta assieme a me. Tutti, nessuno escluso. E questo non è qualunquismo, ma libertà”.

Polemica inutile, come al solito. O meglio, utile ad un solo scopo: rimarcare quanto, da sinistra, si pretenda non solo l’appoggio, ma la piena “proprietà” esercitata su artisti, intellettuali e, in generale, vip. Guai ad uscire dal seminato, neanche per una casualità. I signori supremi non lo consentono.

Lasciate in pace Cristina D’Avena, miserabili
Lasciate in pace Cristina D’Avena, miserabili

L’armata delle Ong, a Bruxelles sono 3.500: così dettano la linea in Europa

di Alessandro Della Guglia

Roma, 16 dic – Costituisci una Ong, straparla di diritti umani, butta dentro una “mission” petalosa, ammantati di bontà e il gioco è fatto: avrai le porte dell’Unione europea spalancate. Un’armata di organizzazioni che, parafrasando l’inflazionata citazione del Manifesto, si aggira per l’Europa. Ma quante sono le Ong a Bruxelles? Possiamo darvi un numero esatto perché – come ricordato da Il Giornale – la Commissione Ue prevede un registro per la Trasparenza, in cui vengono registrati tutti i gruppi e le organizzazioni iscritti “che cercano di influenzare l’elaborazione o l’attuazione delle sue politiche e della sua legislazione”. E nella categoria “Organizzazioni, piattaforme e reti non governative e altre organizzazioni analoghe”, nella banca dati Ue se ne contano quasi 3.500: per l’esattezza 3.488 associazioni accreditate.

Le Ong a Bruxelles sono 3.500: ecco come dettano legge

Ve ne sono alcune celebri, come Amnesty International e Save The Children, ma la gran parte sono misconosciute, una galassia poco chiacchierata al cui interno compaiono gruppi che si occupano di qualunque cosa: dal cambiamento climatico alla giustizia, dai diritti umani a quelli degli animali. E in quel registro compariva finora anche le Ong coinvolte nel Qatargate, come Non c’è pace senza giustizia di Emma Bonino e la Fight Impunity dell’ex eurodeputato Pd Antonio Panzeri.

Con piglio cinico, nel confessionale del giudice, Francesco Giorgi – assistente truffaldino che smistava le mazzette con la fidanzata Eva Kaili, ormai ex vicepresidente del Parlamento Ue, – le organizzazioni non governative le ha tirate in ballo così: “Le Ong? Ci servono per far girare i soldi”. Scacciamo subito la sin troppo scontata polemica: no, non si riferiva a tutte le Ong, ma a determinate Ong che con tutta evidenza a quello scopo criminale servivano. E ce ne sono molte che lavorano bene e in modo specchiato ovviamente, a prescindere dai pareri sulla loro mission.

Sta di fatto che, come rimarcato da Il Giornale, le Ong a differenza di altre associazioni hanno “meno obblighi di trasparenza finanziaria rispetto alla provenienza dei fondi e delle donazioni che ricevono”. E questo è un problema, con tutta evidenza. “Le ong sono soggette alle stesse regole dei normali lobbisti aziendali. Ma mentre per un lobbista d’affari sarà difficile nascondere le proprie origini e i propri interessi, la creazione di una ong per rappresentare interessi d’affari o di un Paese straniero, può permettere di nascondere le proprie origini. L’attuale registro fa poco per rimediare a questa situazione. I casi di gruppi di facciata, non vengono mai scoperti dai funzionari che gestiscono il registro, a quanto ricordo”, ha fatto presente Kenneth Haar, ricercatore di Corporate Europe Observatory, un gruppo di ricerca sull’attività di lobbying in Ue. Anche alla luce dell’Euroscandalo, è insomma necessario introdurre nuove regole per le Ong.

Fonte: Il Primato Nazionale

L’armata delle Ong, a Bruxelles sono 3.500: così dettano la linea in Europa
L’armata delle Ong, a Bruxelles sono 3.500: così dettano la linea in Europa

QATARGATE, NUOVO CAPITOLO: ECCO COME DOHA STAVA CONQUISTANDO IL MERCATO AEREO UE

a cura di ByoBlu24

Qatargate, nuovo capitolo. Si è svolta la prima udienza a Bruxelles che ha riguardato i quattro arrestati nella vicenda relativa alle tangenti versate dall’emirato. Tre di questi resteranno in galera.

Confermati tre arresti

Si tratta di Francesco Giorgi, assistente dell’ex europarlamentare Antonio Panzeri e compagno dell’ex vice Presidente del Parlamento europeo Eva Kaili. Agli arresti resteranno anche lo stesso Panzeri, ricordiamo eletto in quota PD e proprio Eva Kaili, che ha deciso di non presentarsi alla prima udienza. Libertà vigilata con braccialetto elettronico è stata invece comminata a Niccolò Figà Talamanca segretario della ONG No Peace Without Justice.

Nel frattempo l’inchiesta sembra indicare come i quattro indagati principali non siano altro che una piccola parte di un gruppo di rappresentanti delle istituzioni europee ben più ampio. Avevamo dato per esempio conto delle discutibili aperture verso il Qatar fatte dal vice Presidente della Commissione europea Margaritis Schinas, anche se attualmente non risulta essere tra gli indagati.

I soldi che finora sono stati ritrovati potrebbero essere però un premio non solo per i quattro ora nel mirino della magistratura, bensì per oltre 60 europarlamentari. In effetti viene difficile credere che il Qatar possa aver fatto affidamento solo su due o tre persone per far approvare leggi in suo favore. Il processo legislativo richiede una partecipazione ben più ampia.

Il Qatar era pronto a prendersi lo spazio aereo europeo

Nel frattempo le istituzioni europee hanno deciso di interrompere l’iter di approvazione di alcune decisioni che riguardano il Qatar. È stata per esempio sospesa la modifica del regolamento europeo che riguardava l’esenzione dell’obbligo di visto per i cittadini provenienti dall’emirato. In quel caso la proposta di modifica era arrivata dalla Commissione europea. Non solo.

È stata anche momentaneamente sospesa la ratifica del trattato per la liberalizzazione del traffico aereo tra Unione europea e Qatar. Si tratta di un accordo piuttosto curioso perché avrebbe permesso alla Qatar Airways, la compagnia di bandiera dell’emirato, di poter accedere senza barriere di sorta negli scali di tutti i Paesi dell’Unione. Da parte sua Doha avrebbe aperto le porte alle compagnie aeree europee. Peccato che il Qatar avrebbe potuto offrire un mercato composto da meno di 3 milioni di persone, 150 volte più piccolo di quello dell’Unione europea.

Stava quindi per essere ratificato un immenso regalo per il Paese qatariota, nonostante questo la Commissione europea ha ribadito che quell’accordo è stato raggiunto “in piena trasparenza”.

Quale ruolo della Commissione europea?

Ed è proprio l’atteggiamento dell’organo esecutivo di Bruxelles a far venire più di un sospetto, perché finora la Commissione si è comportata come se fosse un corpo estraneo alla vicenda. La Presidente Ursula von der Leyen ha eluso le domande dei giornalisti, mentre sul suo profilo Twitter, molto ricco di nuovi contenuti, non è stato trovato neanche uno spazio per chiedere scusa ai cittadini rispetto allo tsunami che ha ormai travolto le istituzioni comunitarie.

Anzi la stessa Presidente non sembra farsi troppi problemi nello sponsorizzare iniziative che potrebbero avere a che fare proprio con il Qatargate. Tra queste il cosiddetto RePowerEU, un programma che prevede l’elargizione di nuovi prestiti agli Stati membri da utilizzare anche per ridurre la dipendenza energetica dalla Russia. Molte di queste risorse sono state usate così dai Paesi membri per sottoscrivere accordi di fornitura del gas naturale liquefatto, guarda caso, dal Qatar.

Tra questi c’è la Germania, c’è l’Italia, ma anche la Francia, il cui Presidente, Emmanuel Macron ha fatto tappa a Doha in questi giorni in occasione dei mondiali di calcio. Non è la prima volta che von der Leyen fa finta di nulla rispetto a scandali che si aggirano tra i suoi uffici.

Ricordiamo infatti la totale mancanza di collaborazione della stessa Presidente con il difensore civico europeo nella ricerca dei messaggi Whatsapp tra la leader della Commissione e l’amministratore delegato della Pfizer Albert Bourla. In quel caso la Presidente aveva raggiunto l’intesa per la fornitura dei vaccini, un affare da miliardi di euro con la Pfizer, attraverso un semplice scambio di messaggi. “Sono convinta che questa sia solo la punta dell’iceberg. Bisogna approfittare di questo scandalo per fare pulizia nelle istituzioni europee.” ha dichiarato l’eurodeputata francese Manon Aubry. Forse però è troppo tardi per sperare in una reale pulizia.

Fonte: ByoBlu24

QATARGATE, NUOVO CAPITOLO: ECCO COME DOHA STAVA CONQUISTANDO IL MERCATO AEREO UE
QATARGATE, NUOVO CAPITOLO: ECCO COME DOHA STAVA CONQUISTANDO IL MERCATO AEREO UE

MANOVRA: C’È L’OK DELL’UE CHE PERÒ VUOLE IL TETTO AL CONTANTE

a cura di ByoBlu24

Al vaglio della Commissione europea la manovra di bilancio italiana che ha ottenuto il via libera ufficiale. A differenza quindi di Germania, Belgio e Olanda, nonostante qualche critica, l’Italia è stata promossa. “Siamo in Champions League” ha dichiarato soddisfatto il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti.

Stesso spirito anche da parte del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni:

“Una valutazione positiva che conferma la bontà del lavoro del Governo italiano, sottolinea la solidità della manovra economica e ribadisce la visione di sviluppo e crescita che la orienta”

Vi sono però delle richieste da parte della Commissione che, nonostante l’esecutivo ritenga “per niente problematiche”, inficiano parecchio sul benessere dei cittadini.

Nella manovra “troppa poca austerità”

L’Unione pretende maggiori tasse: su reddito e sulla casa. Si parla di “efficienza del sistema fiscale”, ma la richiesta è sempre quella di battere cassa. Anche le pensioni anticipate, previste nel Dl “quota 103”, non sono in linea. La Fornero quindi non va toccata perché la linea imposta da Bruxelles è sempre e comunque quella del taglio.

L’UE ha avuto qualcosa da ridire anche sulla lotta al caro-bollette. Le misure di aiuto a famiglie e imprese previste in manovra sono troppo generaliste. La Commissione pretende dagli stati membri dei limiti, le risorse vanno concentrate sui soggetti più fragili vulnerabili. Bisogna capire con quali criteri si deciderà chi ha più bisogno di aiuto, perché se sarà richiamato l’ISEE sicuramente non vi sarà nulla di equo e giusto. Troppo democratico aiutare tutti secondo l’Unione.

No alle norme pro contante

Se queste prime critiche sono un generale invito a non spendere troppo, non si capisce il No all’aumento della soglia del contante e la bocciatura della norma Pos che dà la possibilità ai commercianti di rifiutare pagamenti elettronici sotto i 60 euro. L’aumento del tetto da 2000 a 5000 euro è stato definito dall’Unione europea un condono e sui pagamenti col Pos sarebbe meglio ricalibrare, si parla infatti di 40 euro. La scusa è la stessa utilizzata da chi in Italia ha da tempo intrapreso una guerra al contante: evasione fiscale.

Non si sa per quale legge economica fuffa, ma spesso si trova una correlazione fra uso della moneta fisica e evasione delle tesse. Non essendoci però ancora prove che questa correlazione esista, considerata anche la grande considerazione che ha del contante la BCE, aspettiamo giustificazioni più soddisfacenti. Come ribadito infatti dalla Banca Centrale Europea: il denaro contante è essenziale e necessario per il corretto funzionamento dell’economia.

Il commento del giornalista economico Giuseppe Liturri

“La Commissione ha ritenuto opportuno, in maniera del tutto discrezionale, di rilevare una discrepanza tra alcune misure della legge di bilancio rispetto alle raccomandazioni del 2019. Al momento però non produce alcuno effetto. Tutti andavano alla ricerca della pietra dello scandalo, in particolare sul tema del contante, ma in pochi hanno rilevato un altro aspetto. La Commissione ha detto che il governo ha fatto una legge di bilancio restrittiva dal punto di vista fiscale, è passato da un orientamento fiscale espansivo”

MANOVRA: C’È L’OK DELL’UE CHE PERÒ VUOLE IL TETTO AL CONTANTE
MANOVRA: C’È L’OK DELL’UE CHE PERÒ VUOLE IL TETTO AL CONTANTE

Antichi racconti di saggezza, Confucio discute il destino della nazione

a cura della Redazione

Gli antichi racconti di saggezza ci ricordano le tradizioni e i valori morali, che sono stati custoditi in tutto il mondo. Ci auguriamo che le storie e i messaggi nella nostra serie Racconti di saggezza aiutino ad elevare i cuori e le menti dei nostri lettori.

Questa storia è tra le molte raccontate, in formato audio, dal programma oramai sospeso Antiche storie di saggezza di Sound of Hope Radio Network e che ora vengono trascritte e riportate qui a beneficio dei nostri lettori.

Il re Lu Ai Gong chiese a Confucio: «È vero che il fato di una nazione è determinato dal Cielo e non solo dalle azioni del popolo?»

Confucio rispose: «Il destino del tuo Paese dipende dalle tue azioni. Eventi straordinari, di per sé, non possono cambiare la sorte della tua nazione».

Il re disse: «Bene, potresti fornire alcuni fatti in merito a questa affermazione?»

Confucio disse: «Durante il periodo del re Zhou della dinastia Shang, vicino al muro della capitale, vi era un piccolo uccello che diede alla luce un uccellino grande. Il re consultò un indovino a riguardo ed egli disse: “Ogni volta che una piccola cosa ne genera una più grande, significa che la nazione si unificherà, territorialmente, ed essa diventerà sempre più prosperosa”.

Il re quindi divenne molto compiacente. E pensò che poteva crogiolarsi semplicemente nel presagio. Smise di impegnarsi duramente per governare il suo Paese e diventò estremamente crudele verso i suoi ufficiali e la gente. Nessun funzionario nella corte imperiale era in grado di fermarlo. Infine, nemici stranieri attaccarono il Paese, rovesciando la dinastia Shang. Questo è un esempio di un buon augurio che ha portato al disastro; il motivo è che il re ha smesso di fare buone azioni e ha disobbedito alla legge del Cielo.

A confronto, durante il periodo del re Tai Wu, antenato del re Zhou, la moralità nella società era molto cattiva e le leggi erano davvero caotiche. Ciò causò l’apparizione e la crescita di una pianta anormale all’interno del complesso imperiale. Crebbe molto rapidamente. In sette giorni, era larga abbastanza per essere abbracciata da due persone. Il re chiese il parere di un indovino, ed egli rispose: “Questo tipo di pianta selvatica, non dovrebbe crescere all’interno del complesso imperiale, ma adesso si sta sviluppando. Vuol dire che lo Stato è in procinto di arrivare alla sua fine”.

Il sovrano Tai Wu era molto preoccupato. Cominciò a far attenzione alla sua condotta, pensando a come i suoi predecessori guidavano la nazione adeguatamente, prendendosi cura delle persone. In tre anni, molti re di altri Stati vennero a sapere della grande virtù del sovrano Tai Wu. E 16 sovrani avevano mandato i loro messaggeri per visitare e rendere i loro omaggi alla dinastia Shang. Questo è un esempio di rinunciare ad una cattiva condotta e come risultato il brutto presagio si rivelò buono.

Così, quando il Cielo fa emergere fenomeni particolari, oppure quando appaiono dei disastri, si tratta di ammonimenti da parte del divino verso i sovrani; quando i funzionari sognano storie stravaganti e significative, è il Cielo che li avverte. Disastri e avvenimenti anomali non possono sabotare le buone norme e codici di uno Stato; le fantasie non possono prevalere sui principi elevati e le possenti virtù. Se una persona può fare le cose in questo modo, cioè desistere dalle cattive azioni e osservare un buon comportamento, questo è il modo migliore per guidare un Paese. Solo i re saggi sono in grado di fare ciò».

Il re Lu Ai Gong disse: «Il tuo insegnamento servirà, appunto, a rettificare la mia ignoranza. È meraviglioso ascoltare i tuoi insegnamenti!»

Il re Tai Wu smise di comportarsi male, diventando sincero e il suo Paese iniziò a prosperare. Mentre il re Zhou abbandonò la bontà, diventando malvagio e la sua nazione fu distrutta. Il riflesso nel mondo odierno è l’attuale dirigenza in Cina, del regime comunista cinese, noto per le sue atrocità sui diritti umani e senza scrupoli nei metodi di comando del Paese. È in condizioni difficili: nei suoi tentativi di sedare i massicci e schiaccianti malcontenti per tutta la Cina, dove i cinesi sono più che mai profondamente insoddisfatti, e stanno insorgendo contro il tradimento nei loro confronti. Con un’elevazione degli approcci governativi del vertice cinese e della sua complessiva natura morale, per intero, con un allontanamento dal comunismo, ci potrebbe essere un graduale assestamento della popolazione, e l’armonia allora fiorirà in Cina e oltre.

Questa storia raccontata è trascritta e riportata con il permesso di Sound of Hope Radio Network. È stata originariamente pubblicata da Pureinsight.org e scritta da Lu Wen. Audio di Sound of Hope Radio Network. Copyright © 2012. Tutti i diritti riservati.

Fonte: Epoch Times

Antichi racconti di saggezza, Confucio discute il destino della nazione
Antichi racconti di saggezza, Confucio discute il destino della nazione

Le provocazioni di Don Antonio Mazzi

Non ho fatto il prete da impiegato del Padre Eterno. La rovina della Chiesa non sono i pochi preti, ma sono i preti che ci sono: cominciando dai Cardinali.

Il Vaticano deve scomparire. Il Papa deve tornare in una casetta ad Assisi” – questo il commento al vetriolo di Don Antonio Mazzi che ha scioccato letteralmente la pubblica opinione e non solo.

Gli è stato poi chiesto quale sarebbe stata la cosa che avesse fatto per prima se fosse diventato Papa. “Chiuderei il Vaticano e San Pietro diventerebbe una chiesa normale.

I Musei Vaticani li darei in affitto ai giapponesi e ai cinesi. I Cardinali li manderei in Africa, che c`è bisogno di preti. Immaginate il Cardinal Bertone in Africa, senza attico e senza vestito rosso” – così ha risposto senza remore ai cronisti di Radio 24 Don Antonio Mazzi

Le provocazioni di Don Antonio Mazzi
Le provocazioni di Don Antonio Mazzi

I corpi speciali britannici partecipano a operazioni segrete in Ucraina

di Alessandro Avvisato

Il generale Robert Magowan – ex comandante dei Royal Marines  – ha ammesso che le forze speciali britanniche stanno partecipando attivamente a operazioni militari segrete in Ucraina.

In un articolo comparso su “Globe and Laurel”, la pubblicazione ufficiale dei Royal Marines, il generale Magowan ha spiegato come 350 marines del 45mo Commando furono inviati inizialmente per scortare diplomatici dall’ambasciata britannica all’inizio dell’anno, quando era oramai diventato chiaro che le forze russe si stavano ammassando per un’invasione. I commandos in questione sono poi tornati a Kiev ad aprile per garantire la sicurezza dell’ambasciata mentre la Gran Bretagna stava ripristinando la sua rappresentanza diplomatica dopo il ritiro delle truppe russe dai dintorni della capitale ucraina.

Il ministero della Difesa di Londra aveva precedentemente riconosciuto l’invio di un commando a protezione del personale dell’ambasciata, ammettendo tuttavia solo la presenza di 30 militari ma, a quanto pare, il numero risulta essere assai più consistente.

Secondo lo stesso generale Magowan, i commandos della Marina britannica hanno condotto delle “operazioni segrete” in un “contesto estremamente sensibile” che comportavano “un elevato livello di rischio politico e militare”.

Magowan, secondo quanto riferisce l’agenzia Nova, è il primo alto ufficiale ad ammettere che le forze britanniche hanno preso parte a operazioni speciali in Ucraina. “A gennaio, militari del 45mo Commando sono stati schierati con breve preavviso – dal nord della Norvegia – per le procedure di evacuazione da Kiev in Polonia dell’ambasciata britannica”, ha scritto Magowan. “Successivamente, ad aprile, sono tornati nel Paese per ristabilire la missione diplomatica, fornendo protezione al personale. Durante entrambe le fasi, i commando hanno sostenuto altre operazioni segrete in un ambiente estremamente sensibile e con un alto livello di rischio politico e militare”.

I marines del 45mo Commando sono di stanza in una base militare situata ad Arbroath, in Scozia, sulla costa del Mare del Nord, e vengono ritenuti degli specialisti di conflitti in condizioni di freddo estremo. L’unità è stata coinvolta nel conflitto delle Falkland quando i commandos hanno preso parte alla battaglia per Port Stanley ed ha fornito supporto alle operazioni militari in Iraq e Afghanistan.

Prima del generale Magowan avevano scalpore le dichiarazioni guerrafondaie di un altro generale, Patrick Sanders,  il quale aveva rimproverato il governo britannico di eccessiva timidezza nell’affrontare la guerra contro la Russia in Ucraina, invocando maggiori spese militari e ad “agire più rapidamente”.

Fonte: Contropiano

I corpi speciali britannici partecipano a operazioni segrete in Ucraina
I corpi speciali britannici partecipano a operazioni segrete in Ucraina

Cos’è l’ateismo?

a cura di Giuseppe Aiello

Treccani: Nel suo significato generale, negazione del divino. Il termine individua diverse posizioni a seconda del concetto di divino cui si oppone; storicamente quindi esistono vari a. in rapporto ai numerosi contesti speculativi e religiosi.

– dal punto di vista terminologico, dovrebbe indicare la negazione dell’esistenza dei “theoi” (plurale di “theos”) in quanto entità sovraumane

– in ambito occidentale, indica generalmente la negazione dell’esistenza del “dio biblico (e di riflesso, coranico) così come presentato dalla teologia (onnisciente, onnipotente, creatore del cielo e della terra ecc)

– in un senso ancora più generale, si nega l’esistenza di un principio fondante la realtà oltre quella materiale sperimentata dai sensi, si nega dunque l’”arché” (che per i greci tradizionali, ad esempio Platone, era cosa ben diversa dal theos/theoi)

Per fortuna l’ateismo è una posizione in decrescita…

Cos’è l’ateismo?
Cos’è l’ateismo?