Lettura adatta solo a chi riesca a leggere un testo per 6 minuti di fila e vuole sapere quale siano i piani già posti in atto dalla Dea scienza serva della tecnologia ( genuflettersi prego ) per il futuro già parzialmente avveratosi dell’umanità del post umano. Che cos’è il Transumanesimo? Il Transumanesimo è un approccio radicalmente nuovo alla futurologia e si basa sul concetto che l’essere umano (Homo sapiens) non è il prodotto finale della nostra evoluzione, ma solo l’inizio. La definizione di Transumanesimo è la seguente: Lo studio delle ramificazioni, delle promesse e dei potenziali pericoli dell’uso creativo di scienza, tecnologia ed altri mezzi per il superamento delle fondamentali limitazioni umane. Il movimento intellettuale e culturale che propone come possibile e desiderabile l’alterare la condizione umana usando ragione e tecnologia, quindi abolendo l’invecchiamento ed aumentando le capacità intellettuali, fisiche e psicologiche della razza umana. Il Transumanesimo può essere descritto come un’estensione dell’Umanesimo, dal quale è in parte derivato: “Non solo intendiamo utilizzare mezzi razionali per migliorare la condizione umana ed il mondo, ma vogliamo anche utilizzare gli stessi strumenti per migliorare l’organismo umano (creazione di una nuova specie vivente chiamata postumana). Questo vuol dire che non ci limitiamo ai mezzi usualmente sostenuti dagli umanisti (per esempio l’educazione), ma che sosteniamo anche l’uso dei mezzi tecnologici che, un giorno, ci permetteranno di spingerci al di là di quello che oggi si definirebbe umano”. Scopo del transumanesimo è la creazione, tramite la tecnologia, di una nuova specie, successiva all’Homo sapiens. Una specie più evoluta che superi i limiti dell’Homo Sapiens: una nuova specie postumana. Che cos’è un postumano Un postumano è il discendente di un essere umano che è stato incrementato fino al punto di non essere più un essere umano. Molti transumanisti aspirano a tale condizione. Una volta raggiunto lo stadio postumano, le capacità intellettuali e fisiche saranno di molto superiori a quelle di un essere umano non incrementato. Un essere postumano sarà più intelligente di ogni genio mai vissuto e avrà una memoria infallibile. L’organismo postumano non sarà suscettibile alla malattia e non subirà l’invecchiamento. Energia, vigore e gioventù saranno illimitate. La capacità di provare emozioni, piacere ed amore potrebbe anche essere amplificata, così come la capacità di apprezzare la bellezza artistica. Stanchezza, noia, irritabilità sarebbero sotto il nostro controllo. I mezzi con i quali i transumanisti sperano di raggiungere lo stadio postumano includono, ma non solo, i seguenti: nanotecnologia molecolare, la cosiddetta “ingegneria genetica”, l’intelligenza artificiale (alcuni pensano che i primi postumani saranno proprio delle intelligenza artificiali, i cosiddetti Artilect), medicinali per il controllo dello stato d’animo, terapie anti-invecchiamento, interfaccia neurologica, strumenti avanzati per la gestione delle informazioni, medicinali per l’incremento mnemonico, computer portabili/indossabili, computer Quantici. I postumani potrebbero essere completamente sintetici (fondati su intelligenze artificiali: gli Artilect) o potrebbero essere il risultato di una serie di incrementi parziali effettuati su esseri umani biologici o su esseri transumani. Certi postumani potrebbero persino decidere di sbarazzarsi dei propri corpi e di vivere all’interno di supercomputers, assumendo la forma di informazione pura. E’ stato detto che è impossibile per noi esseri umani immaginare come potrebbe essere la condizione postumana. Gli esseri postumani potrebbero intraprendere attività ed avere aspirazioni che noi non possiamo nemmeno cominciare ad immaginare, come una scimmia non ha la possibilità di comprenere la complessità della vita umana. Qual è lo scopo ultimo dell’agenda transumanista? E’ abbastanza facile prevedere che la creazione di una nuova specie postumana, i cosiddetti GenRich o Artilect, scatenerà la rivolta degli Homo sapiens. GenRich e Artilect sono specie superiori alla nostra ed è inevitabile che noi finiremmo per diventare gli schiavi di queste nuove specie. E’ per questa ragione, per evitare, cioè, rivolte e conflitti da parte degli Homo Sapiens, che i transumanisti – che stanno organizzando e realizzando questo piano – hanno l’esigenza di avere il controllo sociale degli stati: per imporre, quando sarà il momento, le loro decisioni sul futuro della nostra specie. Il Transumanesimo è la nuova frontiera della congrega settaria Coloro che hanno pensato il nuovo futuro della umanità e sta mettendo in atto le strategie per realizzarlo. Gli Illuminati/Transumanisti già parlano di neoluddismo per denigrare coloro che si oppongono a questo futuro (il luddismo fu un movimento di protesta operaia, sviluppatosi all’inizio del XIX secolo in Inghilterra, caratterizzato dal sabotaggio dello sviluppo tecnologico). Denigrare chi si oppone al futuro immaginato dagli Illuminati/Transumanisti è la prima fase del cosiddetto “controllo globale”. Ma opporsi è necessario. Infatti, un conto è usare la tecnologia per migliorare la condizione umana, tramite la legittima scienza, altro conto è usare la tecnologia per creare una nuova specie. Una specie più forte, più intelligente, più longeva se non addirittura immortale. Si verificherebbe, infatti, ciò che è accaduto con la coesistenza tra Homo Sapiens e Homo di Neanderthal. L’Homo di Neanderthl era una specie inferiore rispetto all’Homo Sapiens e, per qualche tempo, le due specie si sono sovrapposte. Risultato? L’Homo di Neanderthal si è estinto, perchè l’Homo Sapiens era più forte. Ps: tutto ha inizio dalla Iatromeccanica , principio elaborato dal nostro “Marcello Malpighi” . Tutto quanto trascritto sopra e’ ampiamente verificabile per gli interessati, basta fare una piccola ricerchina ( indipendente) elementare.
Il miliardo d’oro dell’Occidente guidato dagli Stati Uniti teme che l’ultimo colpo di Stato militare nell’ex colonia francese del Burkina Faso, senza sbocco sul mare, porti a un rafforzamento dei legami di sicurezza con la Russia, in particolare con i suoi contractor militari privati. L’apparizione di bandiere russe nei raduni spontanei a sostegno delle nuove autorità è coincisa con l’elogio del leader del colpo di Stato Traeore da parte del fondatore di Wagner, Prigozhin, che ha spinto The Guardian, Axios, Deutsche Welle e Foreign Policy a ipotizzare legami con la Russia.
La crescente importanza dei servizi russi di “sicurezza democratica” per gli Stati africani, che si riferisce all’ampia gamma di tattiche e strategie di controguerriglia ibrida per difendersi da tali minacce, ha cambiato le carte in tavola in tutto il continente. Svolge il ruolo che i tradizionali partner americani e/o francesi di molti Paesi avevano promesso ma non erano mai riusciti a svolgere. Al contrario, molti sospettano che le campagne antiterrorismo fossero solo una copertura per mascherare il saccheggio neo-imperiale.
Ciò è particolarmente vero quando si tratta di quella fallita dalla Francia, durata quasi dieci anni, attraverso il Sahel, iniziata in risposta al dirottamento da parte dei terroristi di un movimento separatista in Mali, messo in moto dall’esplosione di armi e mercenari in seguito alla guerra della NATO contro la Libia. Lungi dallo stabilizzare questo Stato in posizione geostrategica al centro dell’Africa occidentale, ha portato a un aumento del terrorismo che continua ad affliggerlo ancora oggi, anche dopo che il ramo locale di Al Qaeda ha recentemente dichiarato guerra alla Russia.
Mosca, tuttavia, non si è lasciata scoraggiare e ha anzi intensificato la cooperazione militare e di sicurezza con Bamako. I legami sono così forti che il Primo Ministro Maiga ha persino elogiato la Russia durante il suo discorso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite del mese scorso, ricordando a tutti quanto la Francia abbia sempre trattato male il Mali. In un certo senso, la Russia sta semplicemente replicando i suoi successi di “sicurezza democratica” nella Repubblica Centrafricana (RCA) con il Mali e presto forse anche con il Burkina Faso.
Per quanto riguarda il terzo paese, che è l’ultimo in quella parte del continente a subire un colpo di Stato dopo il Mali (entrambi hanno subito due colpi di Stato rispettivamente negli ultimi due anni), ha perfettamente senso che le sue nuove autorità siano interessate a rafforzare i loro legami militari e di sicurezza con la Russia. I servizi di “sicurezza democratica” su misura di Mosca hanno già dimostrato la loro efficacia nel vicino settentrionale del Burkina Faso, quindi ne consegue che Ouagadougou li considera un potenziale partner.
Si era già parlato di questa cooperazione tra i due Paesi sotto il precedente governo militare, appena deposto dalle sue stesse forze armate, ma potrebbero finalmente essere compiuti progressi tangibili su questi piani vociferati per tre motivi. In primo luogo, l’ultimo colpo di Stato ha avuto luogo con il pretesto di contrastare le minacce terroristiche con maggiore successo rispetto alle autorità precedenti. In secondo luogo, la Francia non è riuscita a ottenere alcun progresso significativo. In terzo luogo, il governo militare del Mali ha fatto molto meglio da quando si è alleato con la Russia.
Tutto ciò non suggerisce che la Russia sia dietro l’ultimo colpo di Stato, tuttavia, né che abbia avuto un ruolo nell’organizzazione dei raduni a suo sostegno in cui la gente del posto ha sventolato la sua bandiera per le strade della capitale. Piuttosto, l’ultimo cambio di regime è stato un processo puramente interno guidato da urgenti preoccupazioni di sicurezza, mentre le manifestazioni spontanee erano composte da persone che sono state ispirate dalla resistenza attiva di questa potenza mondiale appena restaurata allo stesso “Golden Billion” che li ha oppressi per così tanto tempo.
Il manifesto rivoluzionario del Presidente Putin, condiviso casualmente lo stesso giorno del colpo di Stato del 30 settembre, non avrebbe potuto realisticamente influenzare i burkinabé, ma il proto-manifesto condiviso all’inizio dell’estate lo ha fatto quasi certamente. Inoltre, i locali hanno probabilmente sentito da fonti fidate – tra cui uomini d’affari, familiari e, in alcuni casi, anche attraverso la loro esperienza diretta – quanto la Russia abbia aiutato il Mali a gestire con successo i suoi problemi di sicurezza nell’ultimo anno.
Non dovrebbe quindi sorprendere nessun osservatore obiettivo che la gente si sia riversata spontaneamente nelle strade sventolando bandiere russe dopo l’ultimo colpo di Stato militare nella regione, guidato dal desiderio di liberare il Paese dall’influenza neocoloniale dell’egemone francese del Miliardo d’Oro. Le aspre critiche dei complottisti contro Parigi, in particolare le accuse di voler scatenare una guerra civile per fermare la loro rivoluzione antimperialista, hanno ricordato da vicino la retorica della giunta del Mali.
Questi ufficiali militari hanno dimostrato di essere dei pionieri africani respingendo con orgoglio le calunnie di Macron, compresa l’ultima di agosto che insultava la loro intelligenza e quindi implicava allusioni razziste e suprematiste, come nessuno aveva fatto dai tempi del defunto rivoluzionario burkinabé Thomas Sankara. Tenendo conto di questo recente contesto, ci si aspettava quindi che la gente si riversasse nelle strade a sostenere le nuove autorità militari, sventolando al contempo le bandiere del ritrovato partner strategico russo del Mali
Tornando al timore del Miliardario d’oro per la cooperazione militare burkinabé-russa, questo si rivela essere nient’altro che la rabbia per il successo di Mosca nell’erodere la loro influenza regionale attraverso l’efficace pratica della “sicurezza democratica”. L’Occidente sa anche di non poter competere con il nuovo approccio soft power della Russia all’Africa, incarnato dalla promessa fatta dal Ministro degli Esteri Lavrov all’inizio dell’estate di aiutare i partner africani della Russia a completare i loro processi di decolonizzazione.
Questi ex colonizzatori hanno sprecato la loro occasione nel corso dei decenni, trasformando i loro modelli “coloniali classici” in modelli neocoloniali e mantenendo così la loro influenza egemonica su quelle stesse popolazioni che erano state illuse di essere finalmente libere. Le masse africane si stanno però finalmente risvegliando, come dimostra l’appassionato sostegno di base dato ai rivoluzionari patriottici che hanno guidato i colpi di Stato antimperialisti del Mali e ora del Burkina Faso.
Questo emergente movimento di liberazione a livello continentale è politicamente sostenuto dalla Russia, ma puramente guidato dalla popolazione locale di ciascun Paese, che da anni brama di liberarsi finalmente dal giogo del Miliardo d’Oro. Quando i membri delle loro forze armate assumono la guida di questo movimento, l’opportunità di una significativa cooperazione di “sicurezza democratica” con il Cremlino diventa immediatamente possibile se i nuovi funzionari decidono che è il modo migliore per garantire la loro sicurezza nazionale e la loro autonomia strategica.
La transizione sistemica globale verso il multipolarismo ha quindi subito un’accelerazione in una delle regioni più geostrategiche del Sud globale, l’autodichiarata “sfera d’influenza” della Francia nell’Africa occidentale, chiamata accondiscendentemente “Françafrique”, che avrà importanti implicazioni per la nuova guerra fredda. Poiché l’Africa è emersa come uno dei campi di battaglia per procura più caldi in questa lotta per il futuro delle relazioni internazionali, avrà più che mai bisogno dei servizi di “sicurezza democratica” della Russia per avere successo.
Perché Dio avrebbe dovuto desiderare questa umanità bastarda, tenendo conto che aveva creato un essere simile a Lui, che può davvero fregiarsi del titolo Uomo, ovvero Omo-simile?
Uno gnostico di 1800 anni fa risponderebbe che il Dio assoluto non voleva questa umanità, il che è assurdo perché ciò farebbe di Dio un essere limitato e impotente, incapace di impedire che emerga una ontologia indesiderata.
E dunque, perché Dio Padre avrebbe voluto una falsa umanità creata da miserabili Potenze intermedie (Galati 4,9 ora invece che avete conosciuto Dio, anzi da lui siete stati conosciuti, come potete rivolgervi di nuovo a quei deboli e miserabili elementi, ai quali di nuovo come un tempo volete servire?) oltre a quella reale da Lui stessa creata?
La spiegazione è tutta in una meravigliosa esortazione di Cristo Gesù in Matteo 5,16: “Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli.”
Quindi esistono UOMINI DI LUCE (pochi) in mezzo ad una massa sterminata di UOMINI DI TENEBRA, come è scritto degli uomini di tenebra, chiamati FIGLI DI BELIAR dallo stesso Cristo Gesù in Giovanni 3,19. E il giudizio è questo: “la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie.”
ERGO il motivo per cui Dio ha voluto una massa sterminata di UOMINI DEL BUIO è la consapevolezza che i FIGLI DELLA LUCE debbano avere di se stessi confrontandosi con il loro contraltare, la comprensione del dono, della gloria del diritto di nascita.
ERGO, che i figli della luce non temano i tenebrosi e le loro accuse di follia perché è detto in Corinzi 2,14: “L’uomo naturale però non comprende le cose dello Spirito di Dio; esse sono follia per lui, e non è capace di intenderle, perché se ne può giudicare solo per mezzo dello Spirito.”
In questo video del canale youtube IL LUPO DELLA STEPPA, lo storico Paolo Portone in compagnia dell’antropologa Valentina Ferranti parlano del fenomeno medievale della Caccia alle streghe: una triste pagina della nostra storia che narra del sopruso sul corpo, della fobia nei riguardi del femminile e, come sempre, di importanti logiche di potere.
Paolo Portone. Storico specialista di storia della stregoneria. Saggista. Curatore del MES Museo Etnografico e della Stregoneria di Triora (Imperia).
Valentina Ferranti. Valentina Ferranti è antropologa, scrittrice, articolista. Si occupa di mito, linguaggio dei simboli, distopia e analisi antropologica del mondo contemporaneo.
LA CANCELLAZIONE DEL CORPO E L’ANNICHILIMENTO DELLA FEMMINILITÀ
Nella struttura del mondo moderno occidentale, le guerre ormai non servono più al regolamento di conti fra due paesi, mosso dal principio dell’autodeterminazione dei popoli, ma sono la scusa per giustificare eventi geopolitici finalizzati all’espansione del potere di quelle lobbies finanziarie che, ormai da tempo incontrastate, comandano e decidono sulle vite di buona parte del pianeta.
È nota a tutti, la risposta dell’Ovest allo scoppio del conflitto in Ucraina, che non è giunta certo attraverso l’auspicata diplomazia richiesta per dirimere pacificamente e nell’interesse di tutti, un conflitto tra una Superpotenza ed un piccolo Stato.
Al contrario, è stato fatto in modo di assicurarsi che la guerra non fosse breve, non curanti del fatto, che la strada intrapresa, potesse concretamente espandere il conflitto stesso su scala planetaria.
Cosa che nella realtà sta avvenendo! Le ultime forti dichiarazioni di Biden e Putin, oltre al sabotaggio dei gasdotti Nord Stream nel mar Baltico, lasciano poco spazio alle interpretazioni.
Tutto questo ci fa tornare alla prima considerazione, ovvero che la contesa dell’Ucraina, possa nascondere finalità che vanno oltre quelle del garantire il legittimo desiderio e diritto dei popoli di appartenere alla nazione che per storia e cultura sentono propria.
Per questo motivo e per capire dove sta la verità, è fondamentale fare un’accurata autopsia a quella che è stata la decisione che il duo Mario Draghi e Janet Yellen ha preso per conto dei governi europei e statunitensi, all’indomani dell’avvio dell’Operazione Militare Speciale che Putin ha mosso in territorio ucraino.
Mi riferisco a tutte quelle sanzioni che Stati Uniti ed Unione Europea hanno stabilito contro la Russia, in particolare il blocco di tutte le riserve in valuta estera che la Banca Centrale di Mosca detiene presso la FED e la BCE e la sua conseguente estromissione dal sistema dei pagamenti delle banche centrali.
Tali misure, come sappiamo, sono state rivendute, in senso metaforico, al popolo ignaro (dagli stessi ideatori e dalla stampa di regime), come la “bomba atomica” che avrebbe fatto capitolare in breve tempo tutto il sistema economico russo, costringendo Putin ad una ritirata immediata dai territori occupati. Nel contempo, mentre si continuava ad inviare armi per alimentare morti e distruzione, in attesa della prospettata e sicura resa del Cremlino, abbiamo dovuto prendere atto della cruda realtà: le sanzioni finanziarie, a tutt’oggi, sembrano non intaccare minimamente l’economia ed i piani russi, anzi, al contrario hanno acuito in maniera devastante il problema energetico per il continente europeo che, come sappiamo, dipende più di ogni altro dal gas proveniente dal gigante eurasiatico.
Ho usato il termine “acuito”, proprio perché, al contrario di quello che vogliono farci credere, la miccia al caro-prezzi sull’energia era già stata innescata quasi un anno prima, per mano dei diavoli della speculazione finanziaria, come sempre lasciati liberi di operare indisturbati dai governi: talvolta inerti, più spesso corrotti.
Fatta questa premessa e considerato quanto di distorto avevamo intuito ci fosse in merito al tema delle sanzioni finanziarie, siamo andati a chiedere lumi al Prof. Warren Mosler (economista padre fondatore della Modern Monetary Theory – la teoria che spiega da anni il corretto funzionamento della moneta fiat e dei sistemi monetari moderni ed in particolare le prerogative di uno Stato monopolista della valuta), soprattutto in considerazione del fatto che l’Istituto creditizio russo Gazprombank, è stato lasciato completamente fuori dalle limitazioni imposte e libero di operare sul sistema dei pagamenti.
Nel colloquio con l’economista (da ora in poi WM, ndr.), abbiamo anche sfiorato il tema “dollaro digitale”, oggetto di un nostro recente articolo:
CDC: Prof. Mosler, ha senso sanzionare un paese come la Russia che ci fornisce una merce vitale per la nostra economia come il gas naturale?
WM: “Per me tutto questo non ha senso: la cosa giusta da fare – per uno Stato importatore – sarebbe la conservazione del bene (in questo caso il gas), mentre uno stato importatore dovrebbe impegnarsi nella sostituzione attraverso soluzioni più convenienti”.
CDC: Cosa comporta per una banca centrale il blocco delle riserve in valuta estera?
WM: “Significa che il titolare del conto non può trasferire fondi all’estero. Se la Fed lo blocca, il conto della Russia (Banca Centrale, ndr) è congelato, niente di più. Il problema per la Russia è che non può trasferire quei fondi per effettuare i pagamenti”.
CDC: Con l’introduzione delle sanzioni, per fornire il gas, Vladimir Putin ha richiesto esplicitamente di essere pagato in rubli, quali sono, secondo lei, le ragioni per cui il presidente russo ha posto questa condizione per non interrompere le forniture?
WM: “Non so cosa stesse pensando, il risultato finale non cambia: chiedendo rubli, l’acquirente del petrolio o gas russo deve prima comprare rubli e pagarli con euro o dollari.
Se i conti russi in dollari ed euro sono bloccati, non può comprare rubli, quindi non cambia nulla.
Se l’Occidente permette lo sblocco di questi conti per poter acquistare rubli, tanto vale che li lasci sbloccati anche per la vendita del petrolio o del gas. Quindi per me tutto questo non ha senso”.
CDC: Abbiamo visto che nonostante le sanzioni, le forniture di gas continuano ad essere effettuate, questo perché Gazprombank è stata mantenuta dentro al circuito per effettuare e ricevere pagamenti internazionali. La Banca Centrale di Russia, può eventualmente liquidare e/o movimentare le proprie riserve (attualmente bloccate) tramite Gazprombank?
WM: “Se i conti sono presso la Fed, la Russia non può trasferire questi fondi”.
CDC: Non le pare che tenendo fuori dalle sanzioni Gazprombank, di fatto è come se le sanzioni stesse non esistessero?
WM: “In pratica è così”.
CDC: Quindi a cosa servono realmente le sanzioni?
WM: “Presumibilmente per rendere le cose difficili alla Russia, limitando ciò che la Russia può importare”.
CDC: Secondo lei, le sanzioni avranno sulla Russia gli effetti sperati da coloro che le hanno ideate?
WM: “Sicuramente no!”
CDC: Janet Yellen, in un documento del Tesoro, ha specificato nel concreto cosa sarà la valuta digitale di Banca Centrale. Un dollaro digitale emesso dalla FED che potrà essere detenuto in conti aperti direttamente presso la FED stessa e convertibile “uno a uno” con l’attuale dollaro cartaceo o con saldi di riserva. Di fatto cosa sarebbe?
WM: “Un sistema di pagamenti”.
CDC: Quali sarebbero, secondo lei, le finalità per cui verrebbe introdotta la CBDC (Central Bank Digital Currency). Potrebbe essere un modo per eliminare il contante e quindi i pagamenti in “nero” e poter bloccare i fondi, più facilmente, attraverso un sistema centralizzato?
WM: “Parrebbe di sì. Semmai credo che siano più preoccupati per l’evasione fiscale”.
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Come avete potuto leggere dalle risposte del Prof. Mosler, sanzionare un paese, impedendogli tecnicamente di fornirci un bene per noi essenziale, non ha nessun senso logico. Anzi dovremmo seriamente preoccuparci, qualora il suddetto paese, dovesse intraprendere scelte conservative (in questo caso riguardo al gas). Ovvero se decidesse di non vendercelo più per un preciso intento di riservarlo ad un uso interno, nell’ottica di un possibile esaurimento futuro.
Ed è quello che di fatto stiamo vivendo!
Una scarsità di gas, follemente provocata, non da una precisa volontà del paese produttore ma da coloro che invece ne sono i beneficiari utilizzatori. Un’azione, totalmente sconsiderata, che soprattutto colpisce i paesi europei ed i loro sistemi economici, che sono privi di alternative credibili a costi compatibili.
Spero che si possa comprendere, quanto tutto questo sia causa esclusiva delle scelte scellerate dei nostri governanti, che addirittura ci vengono presentate come necessarie per il nostro bene. Niente di tutto questo è provato dalla dottrina economica né tanto meno dalla realtà che stiamo vivendo.
Quindi non ce la stanno raccontando giusta a proposito delle sanzioni finanziarie: Gazprombank è a tutti gli effetti fuori da ogni sanzione e libera di operare come una qualsiasi altra banca del resto del mondo.
Questo ci deve far capire che attraverso Gazprombank, la Russia può acquistare e vendere tutto ciò che vuole, come se in pratica non fosse affatto sanzionata.
Non so se riusciamo a realizzare la portata di tale realtà: da una parte abbiamo Mario Draghi che non più tardi di due settimane fa, di fronte all’assemblea dell’ONU, ci dice che “la sanzioni hanno avuto un effetto dirompente sulla macchina bellica russa e sulla sua economia” – non solo, poi sottolinea: “l’impatto delle misure è destinato a crescere col tempo, anche perché alcune di esse entreranno in vigore solo nei prossimi mesi. Con un’economia più debole, sarà più difficile per la Russia reagire alle sconfitte che si accumulano sul campo di battaglia” [1] – dall’altra scopriamo invece, che Mosca, è libera di operare attraverso un proprio istituto bancario, che i sanzionatori hanno volutamente lasciato fuori dalle sanzioni stesse.
Tanto per farvi capire meglio, è come se di fronte ad un provvedimento di pignoramento sui vostri conti, la banca vi lasciasse liberi di operare, come se il provvedimento stesso non esistesse.
Insomma, siamo di fronte ad una farsa vera e propria, non vi pare? Una farsa che però certamente sta celando uno scopo di potere economico, politico e geopolitico.
Far credere al mondo intero che bloccando l’uso di numeri su dei computer ad un soggetto che questi stessi numeri può creare all’infinito (come sono appunto le banche centrali), secondo la vostra logica, può determinare la fine di un conflitto?
La risposta che abbiamo alla luce degli elementi a nostra disposizione, è certamente NO!
Che tu paghi il gas in dollari o in euro oppure in rubli, niente cambia. Sono sempre numeri elettronici, seppur con nome diverso, che corrono sui computer delle banche centrali. Semmai il problema nasce quando non corre più il gas nei tubi dei gasdotti. La gente non cucina, non si lava e non si riscalda, per non parlare del sistema produttivo che si ferma.
Per la Banca Centrale Di Russa, se ENI paga Gazprom direttamente in euro o acquistando rubli, il risultato non cambia, sempre estratti conto in euro presso la BCE, compariranno sui computer dell’Istituto governato dalla Signora Elvira Nabiullina.
Ci stanno prendendo in giro, come ci hanno in preso giro per anni sulla scarsità della moneta, sul debito pubblico da ripagare per le generazioni future, sulle tasse che finanziano la spesa pubblica, sui mercati che decidono i tassi, sull’inflazione come il risultato della politica monetaria delle banche centrali e tutte le altre frodi che hanno prodotto per indirizzare il mondo verso gli interessi di chi ha il potere di indirizzarlo.
Warren Mosler, è un economista ed imprenditore americano, in passato gestore di hedge fund; attività che gli ha permesso di comprendere appieno il funzionamento dei sistemi monetari moderni e contabili delle Banche Centrali e di uno Stato, in modo da sviluppare quei concetti che lo hanno portato oggi ad essere considerato padre ideatore della formulazione più recente della Teoria della Moneta Moderna (MMT). È co-fondatore del Centro per la Piena Occupazione e Stabilità dei Prezzi, che ha sede presso l’Istituto dell’Università del Missouri a Kansas City, attraverso il quale finanzia sia borse di studio universitarie sia progetti di ricerca nell’ambito dell’economia in alcuni tra gli atenei più prestigiosi di USA, Europa, Australia. Nel 2014 è entrato a far parte del corpo docenti dell’Università degli studi di Bergamo e nel 2015 dell’Università degli studi di Trento in qualità di visiting professor
La Modern Money Theory (MMT) attualizza la scuola di pensiero economico delineata da Abba Lerner, John M. Keynes, Hyman Minsky protagonista del XX° Secolo, che sta alla base della costruzione dello Stato sociale e di una economia che intende realizzare la piena occupazione in un contesto di benessere diffuso.
NOTE
[1] Draghi all’Onu, referendum russi altra violazione del diritto – Ultima Ora – ANSA
Dite a tutti, giovani e meno giovani, sposatevi e prolificate in nome di Dio Altissimo Sommo Creatore, per servire la giusta causa della Tradizione Primordiale contro la tirannia occulta del Satanico Potere Globale insito nel marasma putrido della Devianza Originaria.
Infatti il sistema globalista, rappresentato dal capitalismo economico, dal colonialismo politico e dal conduzionismo culturale, spinge i nostri popoli a nuove forme di umanità in cui la procreazione viene alienata dalla naturale biologia umana composta dal matrimonio sacro, una vita da singoli scapoli, siano essi uomini celibi e donne nubili, che non permettono il rinnovamento antropologico di ogni nazione, con particolare riferimento ai popoli europei sempre più stravolti nelle loro radici tradizionali da forme antropologiche di importazione angloamericana, in cui qualsiasi cosa giustifica una vita non adatta alla prolificazione di nuove nascite e di rinnovamento delle radici tradizionali di una nazione.
Questa dinamica intergenerazionale di rafforzamento delle radici tradizionali e antropologiche di ogni nazione, viene quindi falciata progressivamente dal sistema globalista che dissuade a non mettere su famiglia, quale cardine fondamentale della Tradizione Primordiale.
Quindi la formazione di una famiglia diventa lo scudo rivoluzionario concreto di autodifesa dei popoli rispetto alle incursioni continue che subiamo ogni giorno attraverso l’umiliazione emotiva dell’animo umano costretto dalla droga del benessere a vivere una vita infelice di ingranaggio sistemico funzionale al mantenimento dello status quo a favore dei potenti occulti del Globalismo Satanico.
Essere visionari primordiali quindi, diventa un essenza che parte da comportamenti funzionali all’incremento e al ravvivamento della tradizione attraverso le nostre scelte individuali convenzionali ad ogni singola cultura antropologica ecosistemica, etnica e nazionale.
Bisogna pertanto darci da fare e smettere di fare gli scapoli per ritrovare il nostro corrispettivo spirituale con cui attraversare il mare fluido di questa società liquida, al fine di superare l’instabilità di questo momento multipolare mediante l’ausilio del primo principio di fare comunità, ossia il cardine ancestrale di mettere su famiglia a cominciare dalla scelta del proprio consorte con cui condividere il tempo, lo spazio e le energie per contrastare questo mondo alla deriva, per formare concretamente un partito di Dio in ogni nazione e prepararci così alla venuta del Salvatore Promesso dall’escatologia profetica delle Cinque Sacre Religioni Tradizionali Rivelate e Autentiche.
La manipolazione può essere di vario genere e in particolare quella psicologica, o manipolazione emotiva, è un tipo di influenza sociale finalizzata a cambiare la percezione o il comportamento degli altri usando schemi e metodi subdoli e ingannevoli che possono anche sfociare nell’abuso sia psicologico che fisico, una strategia di manomissione dei comportamenti umani che viene ricalcata anche nell’ambito delle tecnologie di informazione dei massmedia che formano un mainstream, come anche nell’ambito delle tecniche finanziarie di investimento che, attraverso l’uso di informazioni pilotate dai massmedia e dalla politica corrotta, guidano e orientano a vantaggio dei maggiori investitori internazionali il mercato azionario globale.
Nel peggiore dei casi, la manipolazione è null’altro che uno stratagemma da imbroglioni, truffatori e impostori che non rispettano i principi etico-morali, ingannano e approfittano della fragilità e credulità altrui, in assenza di una supervisione arbitraria che possa redimere le controversie sociali e/o internazionali.
Nel migliore dei casi, la manipolazione è una forma di potere non regolamentato che si esprime mediante l’influenza forzata usata per ottenere controllo, benefici e/o privilegi a spese degli altri.
La manipolazione differisce dalle più generali influenza e persuasione, poiché l’influenza è anche carisma innato mentre la persuasione è anche arte oratoria della retorica acquisita attraverso lo studio.
L’influenza è generalmente percepita come innocua in quanto rispetta il diritto dell’influenzato di accettarla o rifiutarla, e non è indebitamente coercitiva.
La persuasione è la capacità di far cedere una o più persone verso una direzione desiderata, di solito nel contesto di un obiettivo specifico. Di per sé l’influenza e la persuasione non sono né positive né negative.
Vige però un’altra forma ancora più sottile di manipolazione che è quella energetica di soffi fluidi che vengono trasmessi per ottenere risultati favorevoli al manipolatore e svantaggiati per il manipolato.
Secondo la Medicina Tradizionale Cinese di queste energie aggressive, ovvero il Qi negativo, ve ne sono perlomeno due tipologie sociali, una per vicinanza e una per lontananza, e una fisica interiore dovuta a cattive abitudini psicofisiche.
Infatti si può essere manipolati nei pensieri da entità sociali faniche, extrafaniche e ultrafaniche avverse che appartengono alla Devianza Originaria, quale nemico millenario giurato della Tradizione Primordiale, che cerca di instillare pensieri negativi che fluiscono come secrezioni rosa dal quinto chakra della gola, una pratica magica nera, una “Ars Goetia”, che spesso viene attribuita al rosacrocianismo contemporaneo che nulla ha a che spartire con l’originario movimento spirituale del 600 di Christian Rosenkreutz.
Iddio Altissimo ci protegga da ogni nefandezza con o senza rosa, con o senza croce.
Al fine di preservare l’integrità di noi popoli oppressi da questo satanico potere occulto.
La nuova fase che si è aperta con il discorso di Putin e l’incorporazione delle nuove zone della Novorussia nella Federazione Russa, rappresenta senza dubbio una sfida esiziale all’Odine Mondiale dominato dagli Stati Uniti. Tuttavia questa sfida non è soltanto geopolitica, come potrebbe apparire, ma è anche ideologica, come il discorso fatto dal presidente Putin ha sottolineato con enfasi. La Russia sta combattendo per rovesciare quello che vede come un ordine mondiale dispotico guidato dall’Occidente.
Putin per dare forza alle sue argomentazioni ha toccato concetti di ordine morale e storico, menzionando l’attitudine neocolonialista dell’Occidente e sua pretesa (tipicamete anglosassone) di voler imporre il suo modello e dettare le regole al resto del mondo, senza averne diritto.
Non a caso Putin, nel confutare il modello occidentale, ha menzionato gli antefatti storici quali la tratta degli schiavi e il saccheggio dell’Africa, il genocidio delle tribù indiane in America, i bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki, così come il bombardamento a tappeto del Vietnam.
Il presidente russo ha colto l’occasione per sostenere che l’Occidente non era cambiato da quando ha colonizzato brutalmente altri paesi e ha condotto guerre per ottenere un vantaggio economico e lo sfruttamento delle risorse dei paesi assoggettati. Gli esempi sono tanti e sono nella storia delle continue guerre americane sostenute con vari pretesti.
Putin ha avvertito l’Occidente della sua determinazione nel combattere fino alla fine e, dopo Samarcanda, ha manifestato al resto del mondo il desiderio di guidare un movimento globale contro l’egemonia statunitense.
Una sfida lanciata da Putin all’egemone di Washington che lo ha reso il nemico n. 1 dell’ordine globale di marca USA. Questo spiega la forsennata campagna di demonizzazione lanciata dal sistema mediatico occidentale che si accompagna ad una ventata di russofobia che colpisce anche i simboli della cultura russa.
Di contro sul versante russo si assiste ad una rivendicazione della propria storia e tradizione.
Così il legame con la tradizione spirituale della Santa Madre Russia è stato un punto chiave sottolineato da Putin nel corso del suo discorso.
Il leader russo aveva anche messo in rilievo che, dietro la scelta di milioni di residenti nelle Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk, nelle regioni di Zaporozhye e Kherson, c’è un destino comune e una storia millenaria. Secondo lui, le persone hanno trasmesso questa connessione spirituale ai loro figli e nipoti, nonostante tutte le prove, hanno portato amore per la Russia nel corso degli anni e nessuno può distruggere questo sentimento nel popolo russo.
Questo rende inconciliabile la posizione della Russia di Putin con la retorica ricorrente di Biden sulla difesa della democrazia ove, dietro le parole vuote, si è ormai capito che Biden non si riferisce alla democrazia generica nel suo insieme, ma in particolare all’egemonia elitario-liberale degli Stati Uniti (alias “la nostra democrazia”) unitamente alla supremazia del dollaro.
Esattamente questo è il problema dell’ elite di potere USA: Putin non attacca i pretesi “valori liberali” dell’Occidente ma attacca l’egemonia USA nel mondo e questo è avvertito come il maggiore pericolo.
Di conseguenza Biden e la sua squadra di neocons hanno dichiarato la volontà di distruggere la Russia, costi quello che costi. La loro reazione e stata rabbiosa.
La guerra per la Russia è ormai una lotta esistenziale e non potrà conoscere vie di mezzo o compromessi.
“La verità è dietro di noi, e in verità c’è la forza, che significa vittoria! La vittoria sarà nostra!” – ha detto Putin chiudendo una manifestazione sulla Piazza Rossa.
Io sono primordialista, un visionario primordiale che fa della Tradizione Primordiale il termometro del valore di ogni popolo e della storia di tutte le genti.
Non sono contrario agli ideologismi illuministi perché così non si fa altro che rafforzarli e legittimarli inutilmente, magari ancora per un’altro secolo, senza cercare di trovare una via di uscita realista che veda nel mito e nell’utopia della Tradizione Primordiale un viatico funzionale ad ingaggiare una rivoluzione interculturale planetaria che preservi il mondo dalle scelleratezze della Devianza Originaria che di volta in volta si ripresenta nella sua azione multiforme e caotica sotto nuove e mentite spoglie.
Quindi essere antifascisti per codesti soggetti non fa altro che legittimare un dispotismo che si nutre di confusione, di agitazione e di caos.
Stesso dicasi per gli anticomunisti o ancora gli antiliberali dell’ultima ora.
Non a caso infatti disse Napoleone che l’anarchia è la legittimazione del massimo potere.
È inutile proseguire in questo modo, perché ben altri sono gli strumenti utili a contrastare il Satanico Potere Occulto del turbocapitalismo oligarchico che tiranneggia il mondo attraverso la globalizzazione.
Essere un Visionario Primordiale sta a significare che una persona si eleva spiritualmente attraverso l’incameramento pregnante di un orizzonte alto che guarda al domani con un piede indietro, rivolto al passato dei primordi della vita terrestre, e un piede avanti rivolto al futuro del ritorno ai primordi della vita terrestre, con la testa tra le nuvole olimpiche del Cielo, nella consapevolezza di un presente pronto ad essere cavalcato negli attimi influenti del miracolo che stravolge la storia.
Il Presidente russo Vladimir Putin ha tenuto venerdì un discorso dettagliato sulle relazioni internazionali, in vista dell’incorporazione da parte del suo Paese di quattro ex regioni ucraine dopo i recenti referendum. Ha toccato molte questioni pertinenti, sia del passato che del presente, comprese quelle legate all’Asia-Pacifico. Il primo riferimento a questo tema ha riguardato l’epoca del colonialismo europeo classico, durante la quale l’India fu saccheggiata e la Cina fu costretta ad aprire i suoi porti al commercio dell’oppio.
Questi fatti sono stati condivisi per ricordare a tutti la consistente storia di sottomissione di Inghilterra, Francia e altri Paesi in tutto il Sud globale, che secondo il leader russo è ancora in vigore oggi, anche se in forma contemporanea. Subito dopo, ha richiamato l’attenzione sullo sganciamento da parte degli Stati Uniti di due bombe atomiche sul Giappone, che ha richiamato un precedente. A proposito di questa nazione insulare, il Presidente Putin ha poi aggiunto che essa, la Repubblica di Corea, la Germania e altri Paesi sono ancora occupati dagli Stati Uniti.
Questi primi due Stati dell’Asia-Pacifico sono previsti dall’America anche per un altro ruolo. Secondo lui, “si sta facendo molto per creare una catena politico-militare Washington-Seoul-Tokyo”. Considerando che la frase precedente del suo discorso parlava di “mettere insieme nuove alle parlanze militari, come l’AUKUS simili”, si può utilizzare che egli tri intendere che questi duelateri sono complementari nel senso strategico-militare di far avanzare gli obiettivi egemonici dell ‘America.
Quasi che il Presidente Putin ha tuonato dopo subitole occidentali presentano i loro piani neocoloni con la stessa ipocrisia, il loro intenzioni pacifiche, parlando di una sorta di deterrenza. Questa parola evasiva passa da una strategia all’altra, ma in realtà significa solo una cosa: minare tutti i centri di potere sovrani. Abbiamo già sentito parlare della deterrenza di Russia, Cina e Iran”.
Dal contesto, è chiaro che il leader ritiene russo che i due suddetti trilaterali asiatici a guida americana siano destinati a far progredire il progetto di “deterrenza” (“contenimento”) della Cina da parte dell’egemone unipolare in declino. In altre parole, egli prevede che gli Stati Uniti replichino le politiche strategiche-militari aggressive che stanno già applicando in Europa contro la Russia nell’Asia-Pacifico contro la Cina. Questo per “minare tutti i centri di potere sovrani”, come ha aggiunto nel suo discorso.
In un altro punto del suo discorso, il Presidente Putin ha dichiarato che “i Paesi occidentali dicono da secoli di portare libertà e democrazia ad altre nazioni. Niente potrebbe essere più lontano dalla verità. Invece di portare la democrazia hanno soppresso e sfruttato, e invece di osare la libertà hanno schiavizzato e oppresso. Il mondo unipolare è intrinsecamente antidemocratico e non libero; è falso e ipocrita fino in fondo”.
In seguito ha anche detto che “la verità è stata annegata in un oceano di miti, illusioni e falsi, usando una estremamente propaganda aggressiva, mentendo come Goebbels. Quanto più incredibile è la menzogna, tanto più velocemente la gente ci crederà: è così che operano, secondo questo principio”. Queste osservazioni sono altrettanto vere quando si tratta del tentativo di “deterrenza” (“contenimento”) dell’America nei confronti della Cina e della Russia. La retorica altisonante viene sputata per mascherare i giochi di potere più amorali della storia.
A questo proposito, va anche detto che il Presidente Putin ha criticato duramente il cosiddetto “ordine basato sulle regole”, che oggi viene comunemente usato come arma contro la Cina tanto quanto contro la Russia. Per dirla con le sue parole: “Ma da dove viene? Chi ha mai visto queste regole? Chi ha concordato o approvato? Ascoltate, queste sono solo sciocchezze, inganni, doppi standard o addirittura tripli standard! Devono pensare che siamo stupidi”.
Nonostante le formidabili sfide poste dagli Stati Uniti alla Russia e alla Cina – che prima ha come una guerra ibrida” che include anche le sanzioni oltre all’aggressione convenzionale e alla guerra dell’informazione – il leader russo è fiducioso che l’emergente ordine mondiale multipolare sia irreversibile. Alla fine del suo discorso ha elogiato l’ascesa di nuovi centri di potere che “vedono nel multipolarismo un’opportunità per rafforzare la propria sovranità”.
Il Presidente Putin ha aggiunto che “[questo] significa ottenere un’autentica libertà, prospettive storiche e il diritto a forme di sviluppo indipendenti, creative e distintive, a un processo armonioso”. Questa descrizione si applica innegabilmente alla Cina, che esattamente questa prospettiva sulle relazioni internazionali, come previsto dal suo desiderio dichiarato di condividere pacificamente una comunità di futuro condivisa per l’umanità attraverso una cooperazione economica reciprocamente vantaggiosa.
Nel complesso, la sua visione dell’Asia-Pacifico è intrigante. Il leader russo ha correttamente individuato il modus operandi degli Stati Uniti quando si tratta del tentativo di “deterrenza” (“contenimento”) della Cina, che, a suo dire, ruota attorno al doppio nucleo strategico-militare di AUKUS e all’emergente trilaterale USA-Giappone-Repubblica di Corea. Egli ha inoltre smascherato l’”ordine basato sulle regole” dell’America come una grande menzogna, responsabile della gestione della percezione globale di Paesi sovrani come la Russia e la Cina.
Anche se l’Europa si trova dall’altra parte dell’emisfero orientale rispetto all’Asia-Pacifico, i processi strategico-militari che gli Stati Uniti hanno messo in moto nel primo caso come parte del loro complotto egemonico per “dissuadere” (“ contenere”) la Russia sono rilevanti nel secondo quando si tratta della Cina. Così come la Russia ha resistito con successo all’egemonia unipolare degli Stati Uniti, ne consegue naturalmente che lo farà anche la Cina, con questi due grandi Stati che fungeranno da doppio motore dell’emergente Ordine Mondiale Multipolare per liberare l’umanità.