La democrazia è una truffa colossale

di Mike Plato

Usano la gente per avere potere contrattuale e accrescerlo. Atteggiamento parassitario-vampirico. Occorre essere di un livello vibratorio misero per non capirlo e fare da vittime. Alla base e fin da principio, la democrazia è una truffa colossale, e non può essere altrimenti nel regno dell’inganno.

La democrazia è una truffa colossale
La democrazia è una truffa colossale

MALAKIM & MALAKIM

di Mike Plato

Molti esegeti, e non so quanti ne avrò letti, ritengono che i cosiddetti ANGELI siano pienamente devoti e servili a Dio da non avere libero arbitrio, ovvero fanno ciò che Dio vuole facciano senza deviare.
Gli uomini invece sarebbero speciali perché dotati di libero arbitrio.

Sfatiamo questa grande cazzata…

1. In primo luogo ci sono malakim e malakim. Basta leggere Paolo per rendersene conto. Le sue invettive contro gli angeli della gerarchia di sinistra (Arconti, Potenze) sono terribili. Siffatta gerarchia angelica è sganciata, apparentemente, da Dio, anche se poi finisce per realizzare il Suo piano. Queste gerarchie sinistroidi realizzano il principio che definisco POWAQQATSI, in lingua hopi moderna, una “vita parassitica” oppure “vita in cambiamento”. Più liberamente, può essere interpretata come “vita che consuma le forze vitali di altri esseri per promuovere la propria vita”.

2. Come può l’uomo, che è minore delle cosiddette Potenze, avere libero arbitrio, se poi è schiavo delle Potenze stesse??? Anzi direi che l’uomo sta INVOLONTARIAMENTE sotto le Potenze le quali stanno INVOLONTARIAMENTE sotto il Figlio di Dio, il quale sta VOLONTARIAMENTE e CONSAPEVOLMENTE SOTTO IL PADRE.

1Pietro 3:22

…. Cristo che, asceso al cielo, sta alla destra di Dio, dove angeli, principati e potenze gli sono sottomessi….

Mi ha sempre affascinato un’opera di Durer, in quanto dice molto di più di ciò che sembrerebbe. Gli angeli da lui ritratti non hanno per nulla un viso benevolo, e sembrano molto impegnati nel drenare sangue a quella figura cristica crocifissa che rappresenta l’anima crocifissa alla carne, al corpo.

Osservate l’immagine qui sotto da un’altra ottica e capirete.

MALAKIM & MALAKIM
MALAKIM & MALAKIM

SEGNI DELLA GRANDE PARODIA

di Giuseppe Aiello

1) IDENTITA’ SESSUALE

Tradizione:

androgino primordiale, superamento della dualità uomo/donna nell’approssimarsi all’Uno

Parodia contro-iniziatica e antitradizionale:

transgender, superamento della dualità uomo/donna tramite chirurgia

2) COMUNITA’ UMANA

Tradizione: unico “impero” universale gerarchico e funzionale nel rispetto delle diversità

Parodia: governo mondiale della globalizzazione e dell’appiattimento delle culture e delle tradizioni

3) ANGELI

Tradizione: esseri che controllano l’umanità sia collettivamente che individualmente, non sono liberi nel senso che non possono non obbedire al Signore, non possono peccare

Parodia: robot con intelligenza artificiale che controllano l’umanità collettivamente (social network etc) che individualmente (droni, microchip etc), non possono disobbedire perchè programmati

4) ELITE INTELLETTUALE

Tradizione: una gerarchia di santi e di iniziati guida l’umanità, avendo un costante e diretto rapporto con Dio

Parodia: una elite di controiniziati, maghi neri, santi di Satana, con poteri psichici (ma non spirituali!) e tecnologici sottometterà l’umanità impedendone l’accesso al mondo spirituale

5) PIANTE MAESTRE DI POTERE/ENTEOGENI (grazie a Luigi Picinni Leopardi)

Tradizione: Soma, Haoma, Ambrosia. Uso rituale, iniziatico, esoterico, magico e regale.

Parodia: droghe/proibizionismo. Dove ci fanno anche un business enorme banche, istituzioni, governi.

a breve l’elenco si allungherà, e si completerà…Agenda 2030.

Disse (Iblîs, Satana): “… poichè tu mia hai deviato, io farò risultare attraente a loro ogni turpitudine sulla terra, e li devierò tutti insieme, eccetto i Tuoi servi purificati”. (Corano)

SEGNI DELLA GRANDE PARODIA
SEGNI DELLA GRANDE PARODIA

IL PUNTO DELLA SITUAZIONE

di Giuseppe Aiello

Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Partiamo dal fatto che la storia la fanno le élite, che quella contro iniziatica ha sempre mirato alla parodia della Grande Opera, la Grande Parodia come la chiamava Guénon, ossia 1) il rovesciamento di tutte le forme tradizionali e 2) l’instaurazione di un Governo unico mondiale che “parodiasse” il Governo tradizionale primordiale divino.

Con la fine della Seconda Guerra Mondiale, le due braccia armate della controniniziazione si spartirono il mondo. Quale scegliere per la Grande Parodia? Quella che si sarebbe rivelata più efficace. Nel 1992 sembrava tutto chiaro, tutto finito: il braccio liberal-capitalista era quello più efficace, la “storia era finita” diceva “giustamente” Fukuyama, il cerchio si era chiuso, con la fine del Millennio la Grande Parodia è compiuta, bastava tenere sotto controllo la Cina e altre piccole cosette da sistemare qua e là.

Le élite tradizionali però, pur sapendo quale sia il corso “inevitabile” della storia, ossia la necessità che anche le possibilità più basse si manifestino, non stanno a guardare.

Nel 1979 era già successo infatti qualcosa di inaspettato: la fondazione di una Repubblica islamica fondata sui principi tradizionali e divini, che avrebbe dovuto preparare la Restaurazione finale del Mahdi. D’altronde l’Islam, in quanto tradizione finale del ciclo, ha un ruolo preciso da adempiere….

Nei primi anni del nuovo millennio, poi, con l’ascesa di Putin comincia a muoversi qualcosa pure in Russia, che era diventata con Eltsin parte integrante della Grande Parodia (così come lo era l’Iran dello Shah), patria della Terza Roma e dell’Ortodossia, che a differenza del Cattolicesimo, sembra più impermenabile e restia a cedere alla contro iniziazione….

Ecco allora che ci ritroviamo un fatto inaspettato: Russia ortodossa e Iran islamico resistono, e sembrano essere diventati un “polo” di attrazione per altri stati (o anche singoli individui) che timidamente sembrano muoversi controcorrente…

Per alcuni si tratta, anche questa volta, di due braccia della stessa forza controiniziatica, in una tesi/antitesi che porterà alla sintesi della Grande Parodia.

Per altri, si tratta dell’inizio degli eventi finali che porteranno alla Restaurazione finale, poiché nella Grande Parodia ci siamo già.

Il tutto, comunque, entro una data fatidica: 2030.

Come si suol dire, chi vivrà, vedrà…

IL PUNTO DELLA SITUAZIONE
IL PUNTO DELLA SITUAZIONE

UNA SALITA DI LIVELLO

di Giuseppe Aiello

È molto probabile che Putin proclami una ”salita di livello” nella sua guerra di resistenza alla Nato, che si inserisce nella prossima annessione dei territori occupati (nel discorso del 23 febbraio in realtà Putin fece capire che TUTTA l’Ucraina è russa)

La NATO sa che se la Russia farà militarmente sul serio, smettendola di giocare al “gatto col topo”, dovrà fare lo stesso

Equinozio di autunno, studiatevi la simbologia

“Il 21 settembre ha luogo l’equinozio d’autunno, al quale presiede l’Arcangelo Michele. Il sole entra nel segno della Bilancia, dando così inizio a un nuovo ciclo.
I frutti cadono dagli alberi, abbandonano i loro involucri, mentre i semi vengono selezionati per essere consumati o conservati; più tardi essi saranno piantati nella terra affinché il ciclo ricominci. Ma questo lavoro di separazione, di cernita che si fa in natura non riguarda unicamente la vegetazione: esso concerne anche l’essere umano.” – (O. M. Aivanhov)

UNA SALITA DI LIVELLO
UNA SALITA DI LIVELLO

La crescente potenza militare della Cina

di Brian Berletic

Quello che all’inizio in Occidente hanno considerato un capriccio di Pechino per la visita non autorizzata del presidente della Camera degli Stati Uniti Nancy Pelosi a Taiwan, sembra invece essere una molti studiata per riaffermare strategia gradualmente la sovranità cinese sul isolare. La capacità di Pechino di fare questo è sostenuto dalla potenza militare della nazione.

Grazie a un arsenale missilistico unico e potente, a un’aeronautica, a una marina ea una forza di terra capaci e in crescita, la Cina ha creato i mezzi per decennio di ingiustizia, invasione e accerchiamento da parte dell’Occidente nei confronti del popolo cinese e del suo territorio. Anche gli analisti e gli esperti militari occidentali ammettono che le capacità militari della Cina sono cresciute a livelli mondiali. Queste saranno capacità fondamentali per raggiungere e difendere la sovranità cinese ora e in futuro, con la deterrenza, se possibile, o con la forza, se necessario.

La spada lunga: la forza missilistica cinese

Nel corso della storia dell’umanità, le armi sono state utilizzate per osare una forza combattente una portata maggiore rispetto agli avversari. Che si tratti di spada, lancia o freccia, chi ha la portata più lunga ed efficace domina spesso il campo di battaglia. Nel campo di portata odierno, questa si ottiene con i missili.

Le moderne forzestiche missili cinesi sono le più grandi e le più capaci del pianeta, secondo gli analisti occidentali. Grazie a una combinazione di missili a lunga, media, intermedia e corta gittata ea una varietà di missili da crociera, la Cina ha la capacità di colpire vicini obiettivi e lontani.

Il Center for Strategic and International Studies (CSIS), finanziato dal governo statunitense e dall’industria degli armamenti, attraverso il suo progetto “China Power” ha redatto un documento intitolato “How Are China’s Land-based Conventional Missile Forces Evolving?”, in cui si ammette che:

I missili armati convenzionalmente (non nucleari) sono diventati una componente sempre più importante del potere militare. Possono essere impiegati per scoraggiare le minacce o per proiettare potenza a migliaia o migliaia di chilometri di distanza. Nell’ambito dei grandi sforzi di modernizzazione dell’Esercito Popolare di Liberazione (PLA), la Cina ha sviluppato uno degli arsenali missilistici convenzionali terrestri più potenti al mondo.

Lo stesso documento ammette che:

Secondo il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (DoD), le forze missilistiche cinesi nel 2000 “erano generalmente a corto raggio e di modesta precisione”. Negli anni successivi, la Cina ha sviluppato il più grande e diversificato arsenale al mondo di missili balistici e da crociera lanciati da terra.

La forza missilistica del PLA, che mantiene e gestisce i missili convenzionali e nucleari terrestri della Cina, ha messo in campo diversi nuovi sistemistici negli ultimi anni. Molti di questi missili sono in grado di trasportare veicoli convenzionali e nucleari.

Il descritto documento missili da crociera in grado di colpire bersagli terrestri ovunque su potenziali campi di battaglia come Taiwan, missili “carrier-killer” che, secondo quanto riferito, sono in grado di colpire e gruppi di portaerei americani e missili ipersonici in grado di penetrare i più avanzati sistemi di difesa missilistica occidentali. Anche senza la capacità di penetrare le difese missilistiche occidentali, il numero di missili cinesi potrebbe saturarle e sopraffarle.

Le forzestiche cinesi sono state costruite appositamente per impedire agli Stati Uniti e ai loro alleati di costruire forze militari lungo la loro periferia e minacciare così l’integrità territoriale cinese. Insieme alle difese aeree e ai sistemi antinave cinesi, la Cina ha messo a punto un punto formidabili capacità anti-accesso e di negazione dell’area (A2AD) che impedirebbero alle forze militari statunitensi persino di raggiungere gli obiettivi cinesi, per non parlare di impegnarli.

Vale anche la pena di notare che la Cina ha sviluppato sistemistici missili a lancio multiplo (MLRS) di capacità notevole, come il tipo PCL191. Questo sistema razzi delle sue controparti satellitari statunitensi, li spara più lontano e con almeno altrettanta precisione, guidati dal sistema di navigazione cinese BeiDou.

Un articolo di Business Insider intitolato “Il nuovo sistema lanciarazzi della Cina è il più potente mai esistito e incombe sullo Stretto di Taiwan”, sottolinea:

Il sistema è in grado di raggiungere otto razzi da 370 mm a una distanza di 350 km o due missili balistici da 750 mm a 500 km.

Ciò significa che le capacità di raggiungere MLRS della Cina possono dalla terraferma località di Taiwan o dintorni. Di fatto, la parte di potenziale qualsiasi operazione militare riguardante Taiwan e il potenziale intervento degli Stati Uniti può essere condotta dalla terraferma grazie alle vaste e capaci forze missilistiche e maggiori missilistiche cinesi.

Lo scudo cinese: l’A2AD

Le operazioni militari russe in Ucraina sono state definite dal fuoco a lungo raggio della Russia stessa e dall’A2AD. Il suo principale sistema di difesa aerea S-400 si trova in cima a un ecosistema di altre difese aeree a corto raggio che, collegate in rete e stratificate, rendono lo spazio aereo che proteggono virtualmente impenetrabile. Insieme alle armi d’attacco a lungo raggio, come l’artiglieria, e ai missili balistici a corto raggio, come l’Iskander, le nasconde forze ucraine non possonorsi da nessuna parte e non hanno modo di avanzare verso le posizioni russe. Facendo avanzare queste capacità, la Russia si è assicurata progressivamente il territorio dal regime di Kiev.

La Cina non solo ha emulato molte tattiche e strategie dalla Russia, ma ha anche acquistato il meglio che la Federazione Russa ha da offrire. Tra il 2018-2020 la Cina ha acquisito due reggimenti di sistemi russi S-400. La Cina produce anche un’ampia gamma di sistemi di difesa aerea sul sistema russo S-300, sul sistema russo Tor e su sistemi che incorporano alcuni del sistema missilistico statunitense Patriot.

Finché le difese aeree cinesi non siano state messe alla prova come le loro controparti russe, è pensare che funzioneranno con un’efficienza similitudine e impediranno forze alle americane e ad altri potenzialitrusi di entrare nello spazio cinese, per non parlare di danno danni al suo interno.

Il pugnale: la potenza aerea cinese

L’aeronautica dell’Esercito Popolare di Liberazione impiega’ di moderni aerei da guerra, tra cui il Chengdu J-10, lo Shenyang J-11 e J-16, oltre a dieci di esemplari del suo recente aereo da guerra, il Chengdu J-20.

Come le aeree cinesi aeree cinesi, anche la potenza è stata fortemente influenzata dall’aviazione militare russa. Nel corso degli anni, oltre ai propri aerei da guerra, la Cina ha acquistato una serie di aerei da russi avanzati, tra cui il SU-27, il SU-30 e, più recentemente, il SU-35, secondo quanto riportato dal Diplomat nell’articolo del 2019 “La Russia offre alla Cina un altro lotto di caccia Su-35”.

Sebbene l’aeronautica cinese non abbia mai combattuto, il fatto che possieda un gran numero di aerei da guerra russi lascia intendere che essi si comportino in modo simile alla potenza aerea russa, come dimostrato in Siria dal 2015 in poi e ora nelle operazioni militari in Ucraina.

Gli aerei da guerra in sé non sono altri che piattaforme per avionica e armi avanzate, quest’ultimo fattore centrale che definisce il successo della forza aerea di qualsiasi nazione. L’International Institute for Strategic Studies (IISS), finanziato dal governo statunitense e dall’industria degli armamenti, in documento un intitolato “Chinese and Russian air-launched Weapons: a test for Western air dominance” (Armi aeree lanciate dalla Cina e dalla Russia: un test per il dominio dell’Occidente), rileva i progressi dei missili aria-aria (AAM) cinesi affermando che:

La portata dei progressi cinesi nel campo delle armi guidate aria-aria è stata evidente con l’introduzione del PL-10 AAM. Quest’arma ha fornito un netto miglioramento delle prestazioni rispetto alla precedente generazione di missili a corto raggio utilizzati dall’Aeronautica dell’Esercito Popolare di Liberazione (PLAAF) e il suo sviluppo ha posto la Cina tra le poche nazioni con una base industriale di difesa in grado di produrre un’arma del genere.

Il documento sottolinea inoltre che:

La Cina sta anche sviluppando un AAM a lunghi raggio da utilizzare per obiettivi e di alto valore come allarme cisterna aerei, aerei di ricognizione e aerei di intelligence, sorveglianza (ISR). Inoltre, sembra sembra dovuto o più configurazioni di AAM a razzo.

Entro la prima metà del 2020, la Cina disporrà chiaramente di una gamma più ampia – e molto più capace – di armi aria-aria da affiancare ai velivoli da combattimento attualmente in fase di sviluppo. Ciò costringerà probabilmente gli Stati Uniti ei loro alleati regionali a riesaminare non solo le loro tattiche, tecniche e procedure, ma anche la direzione dei loro programmi di sviluppo aerospaziale da combattimento.

La potenza aerea cinese, unita alle sue formidabili capacità A2AD, crea una spada e uno scudo moderni in grado di affrontare praticamente qualsiasi minaccia.

Altri fattori critici

Un settore in cui gli Stati Uniti dominano ancora è quello della loro flotta di sottomarini. Sebbene la Cina possieda un gran numero di sottomarini con capacità sempre migliori, si ritiene che gli Stati Uniti abbiano ancora un vantaggio in questo campo. I sottomarini americani potrebbero disturbare la navigazione nello Stretto e minacciare gli obiettivi terrestri cinesi con missili da crociera lanciati da sottomarini.

I sottomarini possono consentire una delle poche piattaforme in grado di violare le A2AD cinesi. Perché la guerra sottomarina moderna è rara, è difficile trarre esempi recenti per prevedere i possibili esiti della guerra sottomarina tra Stati Uniti e Cina ed è un fattore critico che solo il tempo potrà rivelare completamente.

Anche le capacità militari cinesi in campo mediatico, cibernetico e spaziale, sono cruciali in ogni potenziale conflitto e sono aree in cui gli Stati Uniti capiscono chiaramente che la parte con le proprie capacità è quasi raggiunta o è già stata raggiunta.

Altri fattori critici che entrerebbero in gioco nei più conflitti probabili che la Cina dovrà affrontare sono le capacità delle sue forze di terra. I carri armati ei veicoli corazzati cinesi sono stati sviluppati grazie alle lezioni apprese dalle basi russe e sono indubbiamente alla pari con le loro controparti occidentali in controllo di controllo del, corazzatura e contromisure contro i antica missilirro. Anche l’artiglieria cinese segue il modello russo, che si è dimostrato letale ed efficace in Ucraina.

Alla base di tutte queste capacità c’è l’enorme base industriale cinese. Gli esperti occidentali, tra cui quelli del Royal United Services Institute (RUSI), in un documento intitolato “The Return of Industrial Warfare” (Il ritorno della guerra industriale), notano che l’Occidente è rimasto indietro rispetto alla Russia in questo senso.

Il documento sostiene che:

Questa situazione è particolarmente critica perché dietro l’invasione russa c’è la capitale manifatturiera del mondo: la Cina. Mentre gli Stati Uniti iniziano a spendere sempre di più le loro scorte per mantenere l’Ucraina in guerra, la Cina non ha ancora fornito alcuna assistenza militare significativa alla Russia. L’Occidente deve presumere che la Cina non permetterà alla Russia di essere sconfitto, soprattutto per mancanza di munizioni. Se la competizione tra autocrazie e democrazie è davvero entrata in una fase militare, allora l’arsenale della democrazia deve prima sviluppare radicalmente il suo approccio alla produzione di materiale in tempo di guerra.

Se è vero che l’Occidente è in ritardo rispetto alla Russia in termini di produzione industriale militare, è molto più vero per quanto riguarda la Cina. tutto il documento della RUSI ammetta che questo è un problema che l’Occidente deve correggere, è improbabile che ci riesca. Qualunque i passi saranno che l’Occidente compie per migliorare la capacità propria industriale militare, sia la Russia che la Cina non solo li eguaglieranno, ma faranno in modo di rimanere molto più avanti.

Anche se le capacità degli Stati Uniti dovessero essere all’altezza di quelle persone, il fatto di un particolare conflitto della Cina in mezzo mondo, in quanto riguarda Taiwan, li in una posizione logistica svantaggiata. È una lotta in cui gli Stati Uniti hanno molteplici svantaggi e che non devono scegliere in primo luogo.

La Cina ha coltivato con cura per decenni le proprie capacità militari per straniero difendere la Cina dall’aggressione, dalla sottomissione e’umiliazione ad essa associata, tutte cose che il popolo cinese ha subito per mano delle potenze occidentali in passato.

Con l’ammissione da parte delle stesse forze armate statunitensi che le capacità militari cinesi stanno per certi versi raggiungendo la parità con quelle statunitensi e in altre aree le stanno superando, l’idea che gli Stati militari possono utilizzare impunemente la forza all’interno o nelle vicinanze del territorio cinese è notevolmente diminuita. In effetti, l’urgenza disperata e sconsiderata che si è impadronita di Washington negli ultimi anni riguardo alla Cina e alla crescente incapacità di Washington di “contenerla” è al centro delle provocazioni americane, come la recente visita di Pelosi a Taiwan.

Ora si tratterà per Pechino di gestire ulteriori sicurezza e se più disperate provocazioni da Stati Uniti la Cina per difendere la nazionale cinese, evitando al contempo un conflitto contro parte distruttivo con gli Stati Uniti. La decisione più logica che Washington potrebbe prendere è quella di adottare una mentalità multipolare che le consenta di coesistere pacificamente alla Cina e ad altre nazioni, piuttosto che i suoi attuali continui tentativi di affermarsi al di sopra di tutte le altre nazioni.

Traduzione a cura di Lorenzo Maria Pacini

Fonte: idee&Azione

La crescente potenza militare della Cina
La crescente potenza militare della Cina

La nostra lotta contro il mondo moderno arido di Spirito

a cura di Michele Perrotta

La nostra lotta contro il mondo moderno arido di Spirito dal punto di vista della Tradizione:

Dal testo:

La distinzione fondamentale tra la Tradizione, intesa come dottrina metafisica primordiale, e le singole forme tradizionali che da essa si sono via via originate nel tempo, come i rami di un’immensa ed unica quercia, è alla base del pensiero perennialista.

Ma Tradizione significa per noi anche preservare il sacro sfidando la tirannia nichilista e materialistica del mondo secolarizzato; purtroppo l’uomo moderno ha perso di vista il diritto concessogli da Dio a qualcosa di più grande e per questa ragione lo consideriamo un’entità incessantemente insoddisfatta oltre che arida di spirito.

Nel momento in cui l’Intellettualità pura è venuta meno abbiamo visto letteralmente la degenerazione prendere campo in ogni luogo, vale a dire in ogni scompartimento sociale e in ogni settore contingente della società.

Tutto è stato volutamente mescolato per cui ciò che in un primo momento era subordinato a qualcosa di superiore adesso lo ritroviamo sovvertito e/o autonomo – quindi privo di un contatto diretto con un principio a cui rifarsi o rapportarsi.

Pertanto, a nostro avviso, è venuto a crearsi un ‘ordine’ che in realtà si rifà ad un vero e proprio ‘disordine’ (Nota 1) in cui le finte uguaglianze scalzano le gerarchie naturali della Tradizione legate alle leggi superiori della Metafisica.

In mancanza di questi elevati princìpi, l’Occidente è divenuto in tutto e per tutto una forza antitradizionale, completamente atea, tracotante e fiera di essere centrata in ciò che noi chiamiamo ‘pragmatismo pseudo scientifico’.

Tuttavia esiste ancora, grazie a Dio, un ordine puro che è opportuno osservare e seguire nel proprio intimo se si vuole ritornare in sintonia con le meccaniche celesti o leggi di ordine universale.

Se l’uomo moderno non recupera o risuscita in lui lo Spirito tradizionale e con esso la conoscenza dell’universale della Tradizione primordiale rischia di essere inghiottito in un abisso senza fine.

Abbiamo detto che le varie dottrine di fede, nonostante le distinte forme esteriori che assumono nel mondo, sono paragonabili tra loro nei rispettivi princìpi universali; se questi ‘nobili princìpi’ un giorno andassero perduti allora le forze antitradizionali (della contro-iniziazione) avrebbero la meglio e l’oscurità annebbierebbe definitivamente la Luce eterna della Tradizione, ma, proprio grazie all’Esoterismo, il quale ci consente di penetrare in maniera più spontanea nella conoscenza dell’universale, è possibile far rinascere una ‘nuova alleanza’ tra gli uomini e Dio: Causa e Principio (Nota 2) di tutto ciò che esiste e che persiste in ogni dove – particolarmente dentro l’essere umano.

Continua…

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Nota 1 -Dal punto di vista cristiano tale disordine può essere associato ad un principio anticristico e/o ad una funzione demoniaca.

Nota 2 – Esiste un aspetto di Dio ‘Trascendente’, cioè totalmente spirituale e al di sopra di tutto, ed uno ‘Comunicato’, ossia vivo e riscontrabile in ogni particella materiale e/o forma presente in natura.

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Per maggiori info:

IL FILO D’ORO: Considerazioni sulla Conoscenza dell’universale nella Tradizione primordiale:

La nostra lotta contro il mondo moderno arido di Spirito
La nostra lotta contro il mondo moderno arido di Spirito

La scelta antropologica

di Roberto Pecchioli

È raro che un politico strappi una franca risata, specie in campagna elettorale, festival della finzione e dell’ostentata serietà di personaggi in cerca d’autore, o meglio d’elettore. Stavolta è successo: Enrico Letta ha dichiarato che in caso di vittoria dei suoi avversari politici “per l’Italia la pacchia è finita”. Solo il professore di scienze politiche parigino può pensare che la stagione presente sia una pacchia, tra pandemia, crisi economica, energetica, timore del futuro, pericolo di guerra, debito, dissoluzione del legame sociale.

Si tratta forse della risposta –improvvida quanto esilarante- a un’altra frase da comizio, di Giorgia Meloni, per la quale il suo governo determinerà la fine della pacchia per l’Unione Europea. Questo è il livello della classe politica. Peraltro, che altro possono fare, se non insultarsi, pronunciare sciocchezze o battute d’avanspettacolo, giocare a chi la spara più grossa, se i programmi sociali, economici e geopolitici sono pressoché sovrapponibili?

Questo pensa la maggioranza degli italiani e noi con loro. Nessun dubbio che la sconfitta e la vittoria, la stessa partecipazione popolare alle urne, si giocheranno sull’apparente maggiore credibilità sui temi economici, le tasse, la risposta alla pandemia e ai costi dell’energia. E tuttavia… Oltre le preferenze contingenti su chi amministrerà l’esistente in conto terzi – questa è la modesta posta in palio nelle elezioni-uno Stato è soprattutto una civiltà. A lungo termine contano i principi su cui si regge, i valori che promuove, ciò che considera bene e male.

Vi è un enorme tema rimosso, evitato, trattato con le pinze da tutti i contendenti: è il dibattito tra modelli esistenziali e comunitari ormai opposti, irrimediabilmente divergenti. Parliamo dei cosiddetti “diritti”, ovvero della scelta antropologica finale tra modi di vita, valori e principi morali inconciliabili.

Per chi scrive il problema numero uno è la denatalità, l’inverno demografico che affligge l’Italia e l’Europa. Tale convinzione non può essere condivisa da un elettorato educato al più totale soggettivismo, a un individualismo che esclude dall’orizzonte della vita, dai pensieri e dai valori ogni dimensione comunitaria. E sì che la preoccupazione comincia a diffondersi in ambienti insospettabili come la fondazione che porta il nome di Jacques Delors, uno dei padri di questa UE. Fatto sta che il tema denatalità non è sollevato da alcuna delle forze in campo, segno che non procura vantaggi elettorali, l’unico argomento che smuove i politici di ogni orientamento.

La realtà, tuttavia, vince sempre e non si riesce a immaginare senza un brivido di orrore un’Italia e un ‘Europa senza i loro abitanti originari, eredi e discendenti della civiltà, dei popoli e delle razze (osiamo dirla, la parola impronunciabile) che l’hanno costituita, improntata, custodita. Primum vivere. Nessuna politica, nessun futuro attende i morti.

Dunque, occorre suscitare il dibattito che non c’è sulla vita che manca e che sfuma, sui figli che non abbiamo, a partire da due domande decisive. Vale la pena trasmettere il nostro sangue e la nostra visione del mondo? E l’altra: perché siamo arrivati a questo punto? Alla prima rispondiamo un sì convinto e disperato. La seconda è il cuore del problema, il motivo per cui perfino le forze politiche e culturali meglio orientate evitano il dibattito, ancor più in campagna elettorale. Troppo divisivo, dicono.

L’obiezione è ovvia: la libertà presuppone divisione, contrasto di idee, progetti, principi e interessi. La democrazia rappresentativa è stata inventata per dare regole al conflitto sociale e ideale senza trasformarlo nella guerra di tutti contro tutti di Hobbes.

Per Pierre Drieu La Rochelle l’intellettuale è oggi dove gli altri saranno domani. Ha il compito di mostrare i problemi, individuare soluzioni, riflettere su ciò che accade in prospettiva futura. L’inverno demografico è in atto e porterà alla rapida fine dei popoli e delle civiltà che non si riproducono più a partire dal ricambio delle generazioni. La demografia è una scienza pressoché esatta, in grado di indicare scenari e numeri in costanza dei fenomeni che osserva. Senza un deciso cambio di rotta, siamo finiti come nazioni, e conseguentemente tramontano le visioni del mondo e i valori di cui siamo portatori.

Si può ancora dire la verità o- come capì George Orwell- proclamarla, in tempi di menzogna universale è un atto rivoluzionario? E sia, facciamola questa rivoluzione verbale, tentando di indicare alcune cause dell’imminente fine dei nostri popoli per consunzione biologica, rammentando sinistre analogie con la fine dell’Impero Romano.

La romanità si esaurì per denatalità e incapacità di difendere i confini. Le motivazioni erano la ricchezza ereditata, il desiderio di comodità, la fiacchezza interiore, l’abbandono dei costumi che avevano garantito grandezza e universalità. Si chiamava mos maiorum, gli usi degli antenati, il nucleo della morale tradizionale della civiltà romana. Finì con imperatori dissoluti e debosciati, con i discendenti di forti guerrieri truccati e travestiti da donna in cerca di piaceri di ogni genere, incapaci di lottare e di esprimere una cultura. La Roma di Eliogabalo finì con il povero Romolo Augustolo, l’imperatore adolescente nel cui nome si chiuse un millennio di storia, dopo che i Romani si erano affidati a generali barbari che rovesciavano esangui imperatori e aristocrazie diventate parodia di se stesse.

Ci vollero secoli perché, con San Benedetto, tornassero lavoro, scienza, cultura, nel deserto di città abbandonate, campi diventati sterili, vite destituite di senso. Ora et labora, era il motto: prega e lavora, impegnati, studia, costruisci e ricostruisci. Assomiglia all’inascoltato difendi, conserva, prega a cui esortava l’ultimo Pier Paolo Pasolini, nonostante le pratiche pederastiche e la fascinazione per il degrado espressa nella sua opera cinematografica.

Troppe circostanze rimandano alla penosa, lunga agonia dell’impero. Oggi tutto avviene in gran fretta ed è dubbio che esistano margini per cambiare rotta, ossia invertire l’inversione e lottare contro la dissoluzione. Specie se riflettiamo sull’ esortazione dell’Unione Europea alla Serbia a consentire il gay pride con la motivazione che esso fa parte dei “valori europei”. Non è dunque la manifestazione – legittima- di chi ostenta condotte che altri hanno ogni diritto di contrastare e ritenere distruttive, ma addirittura un valore dell’Europa e dell’Occidente.

Acquista un significato il programma civile invertito, il terribile “viva le devianze” di Enrico Letta a margine di alcune polemiche su questioni liquidate sbrigativamente: “temi etici”, come se la morale di una società non ne fosse il centro e il motore. Ne sono consapevoli, tanto è vero che propongono l’asilo obbligatorio, ossia strappare i figli ai genitori per educarli sin dall’infanzia al nuovo mondo, quello delle devianze e dei valori capovolti.

Viva le devianze, viva le dipendenze, tanto diffuse, il tratto unificante della società. Dal sesso, dalle droghe, dal gioco, dal denaro, dal successo individuale, dai farmaci, da una libertà irrazionale e priva di scopo spacciata per progresso e per diritto, da un materialismo assoluto di cui abbiamo sperimentato gli effetti nel terrore pandemico. Scrisse Thomas S. Eliot che è difficile che una società possa sopravvivere senza una religione, una spiritualità condivisa. Oggi dobbiamo rilevare, con l’esempio di varie civiltà scomparse nel tempo, che nessuna può sopravvivere alla perdita della morale sessuale.

Non si nasce per mille motivi: rifiuto delle responsabilità, desiderio di affermazione soggettiva, paura. I figli, come i diamanti della pubblicità, sono per sempre, impegnano e sottraggono tempo a divertimenti, successo, ossia alla cosiddetta realizzazione. Non si nasce perché tante coppie sono prigioniere del precariato di vita e lavoro, in corsa perenne con la valigia a rotelle: le relazioni sfumano, si sfarinano nell’universo liquido. Non si hanno figli perché lo Stato non aiuta, privilegiando l’individualismo e la folla solitaria. Da mezzo secolo il sesso è sganciato per via farmacologica dalla procreazione, e si chiama libertà la più assoluta promiscuità, con legislazioni e modelli di vita che fanno sì che dall’incontro sessuale tra uomo e donna (sconsigliato, impopolare, residuo del passato, poiché le altre forme di sessualità sono i valori d’occidente) non scaturisca ciò che è normale per natura, la nascita di nuovi membri della società.

Sappiamo quanto sia impopolare toccare certi tasti, ma a che cosa porta, se non a una società sterile, egoista e dipendente dall’immediato e dalla comodità, affermare l’aborto come diritto universale, addirittura modificando le parole: interruzione volontaria di gravidanza e adesso l’orribile, zootecnico “salute riproduttiva”? L’argomento è tabù, come affermare che la vita deve essere difesa anche nel malato, nel debole, nell’anziano. Meglio una bella punturina e via, la “buona” morte, l’eutanasia, il prossimo diritto universale degli occidentali, morti viventi in attesa che qualcuno assesti il colpo finale.

Ma no, sei un catastrofista, un apocalittico che scambia per fine del mondo quel che non gli piace o-peggio-che non capisce. Un rottame del passato, diranno i più. Ma se una macchina del tempo e dello spazio ci trasferisse nelle varie civiltà che gli uomini hanno costruito sul pianeta Terra, ci accorgeremmo che tutte si sono basate sull’amore di sé, su qualche forma di spiritualità, sulla famiglia intesa come incontro ed alleanza tra uomo e donna, o, se preferiamo il linguaggio biologico, tra gli esemplari maschio e femmina della specie.

Agli albori della civiltà nostra che muore insepolta e non tanto gaia tra suicidi, depressione e psicofarmaci, due personaggi rappresentarono la verità negata che porta a conseguenze drammatiche. Cassandra, la figlia del re acheo Agamennone- da lui sacrificata- la cui tragedia era conoscere il futuro senza essere creduta. E poi Laocoonte, unico troiano a capire che il cavallo d’Ulisse non era un dono degli dei, ma un’arma dei greci. Anch’ egli non fu creduto e Pallade Atena, che parteggiava per gli invasori greci, lo fece morire avviluppato con i suoi figli – distruggendone anche la discendenza- dai serpenti marini. Virgilio, nell’Eneide, scrisse versi immortali. “Questa è macchina contro le nostre mura innalzata, e spierà le case, e sulla città graverà: un inganno v’è certo. Non vi fidate, Troiani. Sia ciò che vuole, temo i Dànai, e più quand’offrono doni.”

Timeo danaos et dona ferentes, temo i greci e i loro doni. Temo questo Occidente e i suoi “valori”, la libertà senza direzione, la pletora di “diritti “, che fanno vivere in una sorta di dirittismo senza fine, giacché l’officina del dio Mercato e la cultura della dissoluzione travestita da libertà inventa sempre nuovi traguardi.

Nulla di strano che i temi antropologici, esistenziali, relativi alla condizione umana, al bene e al male, siano rimossi anche in tempo di elezioni, cioè di decisioni. Troppo perturbanti (unheimlich, “non di casa”), come capì Sigmund Freud. La post modernità terminale, l’Occidente di tutte le libertà in corsa verso il nulla celebra la vittoria dell’Es, ossia di ogni spinta pulsionale e inferiore sull’Io- la persona- e il Super Io, le norme naturali e comunitarie introiettate per mantenere e trasmettere la civiltà.

Nulla importa ai politici e assai poco agli elettori, che sembrano applaudire un mondo rovesciato, globalizzato dal Mercato, dalla materia e dal denaro. Per Guy Debord in un mondo unificato non ci si può neppure esiliare. Si può soltanto, se si ha il coraggio, l’incoscienza o la temerità, fare la parte di Cassandra o di Laocoonte, tra frizzi, lazzi e derisione.

Il risultato sarà probabilmente il medesimo, ma avremo assolto a un dovere morale, descrivendo il mondo con gli occhi della verità. Ci resta la lezione di Ernst Juenger: “l’arroganza del progresso incontra il panico, il comfort supremo si infrange contro il nulla, l’automatismo contro la catastrofe, che assume le sembianze di un incidente stradale. Il progresso dell’automatismo e quello della paura sono strettamente legati, in quanto l’uomo, a prezzo di riduzioni tecniche, limita la sua capacità di decisione. Guadagna ogni sorta di comodità. La persona non è più nella società come un albero nella foresta; sembra il passeggero di una nave veloce che porta il nome di Titanic, o addirittura Leviatano. Finché il cielo rimane limpido e la vista gradevole, a malapena si accorge dello stato di minore libertà in cui è caduto. Al contrario, irrompe l’ottimismo, la sensazione di onnipotenza offerta dalla velocità. Tutto cambia quando si segnalano isole che sputano fiamme o iceberg.” (Trattato del ribelle)

Sul Titanic morirono danzando. A Bisanzio discutendo del sesso degli angeli. A Roma e Babilonia tra vizi ed eccessi. Noi moriamo di diritti. E di devianze.

Fonte: Idee&Azione

20 settembre 2022

La scelta antropologica
La scelta antropologica

LINEA ROSSA: la controffensiva sul fronte ucraino

La controffensiva sul fronte di Kharkov ha cambiato gli equilibri bellici sul fronte del conflitto Ucraina-Russia, spostando anche la linea rossa degli eventi geopolitici.
Ne parliamo lunedì 19 settembre, ore 21:15, con John Miller, reporter internazionale di guerra, Marco Ghisetti, politologo e analista geopolitica del CeSEM, con la moderazione e traduzione di Hanieh Tarkian e Fabio De Maio.

LINEA ROSSA: la controffensiva sul fronte ucraino
LINEA ROSSA: la controffensiva sul fronte ucraino
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